Il valore della memoria quale coscienza della propria identità e motore dello sviluppo civile è sempre più ampiamente riconosciuto nella cultura contemporanea. Nella storia del Novecento, la persecuzione, deportazione e lo sterminio del popolo ebraico è stata una delle più immani tragedie, che ha segnato profondamente la coscienza occidentale e il cui ricordo deve essere tenuto vivo per tramandarlo alle generazioni future. 

Il Parlamento italiano ha istituito, con Legge n. 211/2000, il "Giorno della Memoria", in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti perché tali eventi tragici e oscuri non possano più accadere. Il Giorno della Memoria ricorre il 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz. 

Il 17 gennaio 2020 il Consiglio dei Ministri, accogliendo una richiesta dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha approvato inoltre questa definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA): “L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti. Le manifestazioni retoriche e fisiche di antisemitismo sono dirette verso le persone ebree, o non ebree, e/o la loro proprietà, le istituzioni delle comunità ebraiche e i loro luoghi di culto.”

Il Veneto ha recepito questa definizione con la legge regionale 3 febbraio 2020, n. 5, allo scopo di contribuire a preservare la memoria della Shoah, sostenere la conoscenza dei crimini verso le vittime del nazifascismo soprattutto presso le giovani generazioni e contrastare nello stesso tempo i fenomeni del negazionismo, revisionismo e antisemitismo. La legge regionale indica diverse azioni, frutto di concertazione con gli attori del territorio, articolate in un programma annuale di iniziative da parte di Consiglio e Giunta regionali. 

Con la legge regionale 29 marzo 2022, n. 9 la normativa è stata significativamente modificata, introducendo l’opportunità di un sostegno non solo alle iniziative sulla Shoah e i crimini del nazifascismo e dell’antisemitismo ma anche a progetti orientati a far conoscere la realtà, la cultura e la tradizione ebraiche, con particolare attenzione alla storia e ai luoghi dell’ebraismo nel Veneto, nella consapevolezza che la conoscenza sia il miglior antidoto all’intolleranza e al ripetersi delle tragedie del Novecento.


Il Veneto ha un ruolo fondamentale nella memoria della Shoah, in quanto testimone di atti di grande crudeltà

  • Deportati dai campi di concentramento: migliaia di ebrei veneti furono deportati nei campi di concentramento nazisti, principalmente Auschwitz-Birkenau

  • Ghetti: gli ebrei veneti furono spesso confinati in quartieri specifici e sottoposti a restrizioni anche se nel Veneto non furono istituiti ghetti veri e propri come in altre parti d'Europa

ma anche di coraggio e solidarietà

  • Resistenza ebraica: alcuni ebrei veneti parteciparono alla Resistenza, contribuendo alla lotta contro i nazisti

  • Azioni di soccorso: molti non ebrei, rischiando la propria vita, si prodigarono per aiutare gli ebrei perseguitati, nascondendoli o fornendo loro documenti falsi.

Ricordare la Shoah significa non solo onorare le vittime, ma anche riflettere sulle cause di questa tragedia e promuovere i valori della tolleranza, del rispetto e della dignità umana

  • Liberazione e ritorno: dopo la liberazione, gli ebrei sopravvissuti tornarono nelle loro città, ma dovettero affrontare la ricostruzione delle loro vite e delle loro comunità, spesso segnate da profonde ferite

  • Memoria e commemorazione: negli anni successivi, la memoria della Shoah è stata tramandata attraverso testimonianze, monumenti e iniziative educative, con l'obiettivo di mantenere viva la consapevolezza di questa tragedia e di prevenire futuri genocidi.


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Ultimo aggiornamento: 17-01-2025