Il monitoraggio e le rilevazioni dei diversi comparti dello spettacolo dal vivo, prima della pandemia, ci presentavano una situazione, a livello nazionale, di sostanziale "tenuta dell’offerta di attività di spettacolo", con gli indicatori in ripresa, in particolare per il teatro e la musica, sia con riferimento alla partecipazione del pubblico che alla spesa del pubblico. Il periodo pandemico e post-pandemico hanno segnato notevoli cambiamenti.

Il Rapporto Siae 2023 conferma la ripresa del settore con circa 3,5 milioni di spettacoli (crescita pari a  +15% rispetto al 2022 ma pari ancora a -18,5% rispetto al periodo pre Covid, 2019).
Il 2023, con quasi 265 milioni di spettatori, 60,5 milioni in più rispetto all’anno precedente (+30%), ha sfiorato il livello della domanda del periodo appena precedente la pandemia (2018-19) restando su dato inferiore del 6% .
Con circa +75,8 partecipanti in media ad ogni evento di spettacolo, le affluenze non sono mai state così alte, segnando un +13% sul 2022 che presentava livelli allineati a quelli del 2019.
Dal punto di vista della domanda: primato della Lombardia, dove si concentrano 56,6 milioni di spettatori (più del 20% del totale nazionale), seguono il Lazio con circa 30,6 milioni di spettatori (pari all’11,6%), l’Emilia-Romagna (11%) e il Veneto (10%).
Con oltre 4,2 miliardi di euro, il 2023 segna un aumento della spesa complessiva del 37% sull’anno precedente e supera i livelli del 2019 di circa il 10%.  La spesa rimane fortemente concentrata nelle grandi regioni del Nord e del Centro Italia, in conseguenza di un sistema di spettacolo più ricco, variegato e partecipato. In Lombardia si realizza più del 25% della spesa nazionale per spettacolo. Seguono Lazio e Veneto, rispettivamente con poco meno di 600 milioni di euro (14% del volume d’affari nazionale) e 470 milioni di euro (11%).
Con il pubblico in aumento crescono anche gli incassi di comparto, in crescita del 35% sull’anno precedente. La Lombardia copre il 25% della spesa nazionale, seguita da Veneto e Lazio, entrambi con il 13% degli incassi totali.
La spesa media individuale annua è di 19,7 euro, con variazioni territoriali significative, come ad esempio Lombardia e Veneto, uniche due regioni con valori ampiamente sopra la media (rispettivamente 28,8 e 31,2 euro).
La partecipazione agli spettacoli di lirica si concentra in Lombardia e Veneto, che accolgono il 44% del pubblico nazionale (oltre 941 mila spettatori), grazie anche a due strutture di eccellenza e di fama internazionale: il Teatro alla Scala e l’Arena di Verona. La Lombardia rimane stabile a livello di numeri, il Veneto guadagna il 21% di spettatori rispetto al 2022. Queste 2 regioni  da sole, rappresentano il 66% della spesa del pubblico nazionale con incassi medi non confrontabili con le altre regioni, sia grazie alle capienze offerte dalle location sia per spesa media degli spettatori.
Per quanto riguarda la danza: Nord-Ovest, Nord-Est,  Centro, il Sud con le Isole rappresentano, ciascuna, circa un quarto dell’offerta nazionale. Le regioni più ricche di offerta sono Lombardia, con quasi 1.600 spettacoli (13,7% dell’offerta nazionale), Emilia-Romagna (11,5%), Toscana (11,3%), ma si registrano buoni risultati anche in Piemonte (8,6%), Lazio (8%) e Veneto (7%). 
La Lombardia detiene il primato anche per il numero di spettatori con 400 mila spettatori (17% del pubblico nazionale), mentre in regioni come Toscana, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio non si va oltre i 200-250 mila spettatori.

Il rapporto Siae 2022 mostra segnali incoraggianti e chiude a livello nazionale con oltre 3 milioni di spettacoli, un valore ancora distante dai risultati ottenuti negli anni pre-pandemici (-29% rispetto al dato del 2019) ma che segna un netto distacco rispetto agli anni pandemici con un incremento complessivo di circa l’80% rispetto all’offerta del 2021.
La Lombardia primeggia in quasi in tutti i settori dello spettacolo e realizza complessivamente quasi 736 milioni di euro di incassi (pari al 24% del totale nazionale e a circa 3/4 della spesa nell’area del Nord-ovest, che supera di poco il miliardo di euro), secondo il Veneto con oltre 400 milioni di euro. Il Veneto primeggia per la spesa media individuale con 18,54 €, segue la Lombardia con 17,05€ pro-capite. Il Veneto è, inoltre, la regione in cui l’aumento della spesa media individuale per lo spettacolo è la più elevata d’Italia (superiore a quella del 2019 di circa il 25%) e che si distingue per l’affluenza media per spettacolo, quasi tre volte la media nazionale, con circa 1.960 spettatori per ogni rappresentazione. A fronte di un’offerta ben più ampia, il dato in Lombardia è di circa 931 spettatori per rappresentazione. In Veneto sono stati stimati 21.788.753 spettatori e rilevati 226.110 spettacoli.

Nel rapporto Siae nel 2021, in Veneto, sono stati stimati 9.611.200 spettatori per eventi di spettacolo (posizionandosi al 3^ posto in Italia dopo Lombardia ed Emilia Romagna): il 21,2% per spettacoli di cinema, il 28,8% per accessi ai Parchi, il 16,4% per Ballo e Intrattenimento musicale, il 10,8% in Mostre e Fiere, il 6,6% per eventi di teatro e il 4,4% di concerti e il 4% di spettacolo viaggiante. Circa il 50 % degli spettatori partecipa ad eventi organizzati nel veronese. Complessivamente nel Veneto sono stati rilevati 133.484 spettacoli, 4.099 luoghi di spettacolo.

La legge n. 163/1985 "Nuova disciplina degli interventi dello Stato a favore dello spettacolo" ha revisionato l'intervento statale a favore degli Enti delle spettacolo. Il Ministero della Cultura, tramite la Direzione generale Spettacolo, concede contributi per progetti triennali, corredati di programmi per ciascuna annualità, di attività musicali, teatrali, di danza, circensi in base agli stanziamenti del Fondo Nazionale per lo spettacolo dal vivo (FNSV). I Decreti ministeriali del 1 luglio 2014 e del 27 luglio 2017 hanno successivamente ampliato gli ambiti di intervento dello Stato e riformato la materia, facendo anche emergere nello scenario veneto la rilevanza del teatro e della musica alcune eccellenze: l'Associazione Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni e una delle più importanti istituzioni concertistico-orchestrali nazionali, l’Orchestra di Padova e del Veneto, oltre a 7 Imprese di produzione di teatro di innovazione, 2 Teatri di tradizione per la lirica, 4 compagnie di produzione per la danza, nonché uno dei circuiti multidisciplinari più importanti a livello nazionale: l’Associazione ARTEVEN di Venezia che ha ampliato la propria attività, oltre che al teatro, alla danza e alla musica anche alla disciplina del circo contemporaneo.

Nella regione del Veneto sono state censite, tramite un monitoraggio effettuato da ArteVen, 327 teatri con una più alta concentrazione nelle province di Vicenza (64 spazi), Padova (61 spazi) e Venezia (57 spazi) che insieme totalizzano circa il 55% degli spazi presenti nelle 7 province.


Fonti

Ultimo aggiornamento: 11-12-2024