La strada sognata

Valeria Della Valle, "La strada sognata", Torino, Einaudi, 2022

Avventurarsi in questi dieci racconti è come attraversare piazze barocche e neoclassiche, sostare accanto alle fontane, fermarsi all’ombra delle palme e dei pini, perdersi nei vicoli silenziosi incastonati sotto al Pincio e a Trinità dei Monti, per entrare nei cortili e spiare la vita negli studi degli artisti.
Con toni lievi e soffusi, Valeria Della Valle ricompone i colori di una città seducente e rimpianta, e affida il racconto a una trama di destini: quello di Livia, ragazza spaesata e malinconica che scopre nell’arte la chiave per affrancarsi dalla famiglia anaffettiva e piccolo borghese, poi quello di Giulio, l’uomo silenzioso ed enigmatico che diventerà suo marito, e quello di Adele, la loro bambina, che troverà nello studio delle parole un aiuto per affrontare la vita. E infine, quello di tutti coloro con cui si intreccia la loro storia: la comunità di pittori e pittrici, antiquari e artigiani, stranieri di passaggio e intellettuali che un tempo abitava le strade piú belle di Roma.
Fino a quando Adele, cresciuta in quel mondo fuori dal tempo, in mezzo ai quadri da vendere e a quelli ancora da dipingere, su e giú per scale e corridoi che sanno di muschio, capirà di essere rimasta l’ultima a ricordare la strada sognata da Livia: «stretta e lunga, ferma e silenziosa, immobile nelle opere e nei film di chi l’aveva amata».
È un’atmosfera perduta per sempre, quella che Valeria Della Valle ci restituisce in tutta la sua luce.
Gli amori felici e quelli drammatici, l’aria cupa di certi salotti e l’aria lieve di certe terrazze, gli anni lugubri del fascismo e quelli difficili della guerra, poi la vita che rinasce.
La creatività sembra fiorire spontanea in quella nicchia del centro storico di Roma passata alla storia come «la strada degli artisti»: nei fili tesi tra questi racconti c’è tutto il fascino di un’epoca, quella che va da De Chirico a Savinio, da Mafai a Fellini, e l’incanto di una città che ritrova la sua dimensione nella memoria affettuosa di chi non la dimentica. Un tuffo dietro le quinte di un mondo parallelo a quello fiabesco e hollywoodiano di Vacanze romane.

L'autirce racconta il suo libro

L'autrice

Valeria Della Valle (Roma, 1944) ha insegnato Linguistica italiana alla Sapienza Università di Roma. È accademica della Crusca e dell’Arcadia. Ha pubblicato saggi e libri sulla storia dei dizionari, sulla prosa contemporanea, sulla terminologia dell’arte, sui neologismi.
Con Giuseppe Patota ha firmato quattordici libri divulgativi sull’italiano (Sperling & Kupfer), da Il Salvalingua (1995) a La nostra lingua italiana (2019), e con lui ha diretto il dizionario Il Nuovo Treccani (2019). Con Vincenzo Trione ha diretto l’enciclopedia Arte contemporanea (Treccani 2021).
Dal 2019 conduce con Giuseppe Patota la trasmissione Le parole per dirlo (Rai 3), dedicata alla lingua italiana.

Ultimo aggiornamento: 09-11-2022