Aurelio Picca, La gloria, Baldini+Castoldi, 2024

Il rumore ovattato dei guantoni sul sacco in un angolo di palestra, l’afrore del sudore, le braccia toste ed elastiche di Benvenuti, Monzón, Rinaldi, che danzano sul ring, duellano. Il cuoio di un pallone e quello del sellino di una bici da corsa, gambe che macinano chilometri su un campo da calcio e sui pendii di una montagna, grande cuore, polmoni di ferro, fatica e lacrime, eroi di un Paese che sceglieva campioni in cui si riconosceva, stesse facce segnate dalla vita, in un’epoca più semplice ma fatta di emozioni imperiose. Moto e macchine potenti, cavalli motore e cavalli in carne e ossa che mandano l’adrenalina a mille, che scavano l’asfalto e l’erba e, impavidi e incauti, si lasciano cavalcare o disarcionano corpi ora vincitori ora sconfitti. E, alla fine, nella polvere o sull’Olimpo, che cosa resta? Medaglie, campionati persi o agguantati all’ultima giornata, applausi e fischi. Sì, ma poi? Volti tumefatti, tendini strappati, un braccio teso a puntare il cielo, una smorfia esausta davanti al traguardo, un pneumatico solitario che rimbalza contro un guardrail, un uomo che vola legato a un sedile... Quello che resta non è per tutti; quello che resta è per chi ti s’insinua sottopelle, ti schizza di fango e sudore, ti fa sentire i denti stridere e il naso rompersi; è per chi ti stritola il cuore ma rimane con gli occhi asciutti. Quel che resta è la Gloria.

Non so cosa è la Gloria. Ma l’ho sentita,
annusata, contemplata. Credo che aleggi
tra il profondo della terra e il cielo.

L'autore

Aurelio Picca, poeta, scrittore e giornalista, collaboratore di gran parte dei maggiori quotidiani e magazine scrivendo di letteratura, arte, cronaca, costume, tra i quali «il Giornale», «Il Foglio», «Corriere della Sera» e «la Repubblica», ha esordito con la raccolta di versi Per punizione (1990). Oltre ai racconti di La schiuma (1992), ha pubblicato tra gli altri i romanzi Tuttestelle (1998, premio Alberto Moravia, superpremio Grinzane Cavour), Bellissima (1999), Sacrocuore (2003, premi Francesco Jovine e Città di Menfi), Via Volta della Morte (2006), Se la fortuna è nostra (2011, premi Hemingway e Flaiano), Arsenale di Roma distrutta (2018, premio Roma), Il più grande criminale di Roma è stato amico mio (2020) e il racconto autobiografico Contro Pinocchio (2022). Nel 2023 ha scritto e diretto il docufilm Preghiera per Willy, lucida ricostruzione dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte.

Motivazione della Giuria Tecnica

Sulla rotta di gloriose figure dello sport Aurelio Picca dà forma a 23 eccellenti racconti impregnati di vita vera, dove pulsa l’umanità dei protagonisti ma anche l’inevitabile miseria del mondo circostante. Ritrae personaggi impavidi e allo stesso tempo spaesati, tenaci sotto i riflettori ma fragili fuori dalla ribalta. È l’epica a scorrere tra le sue parole. Ma anche la perdita, lo smarrimento: la solitudine. Una prosa scorrevole e incisiva, risoluta e convincente, si mescola alla romanità in un unicum che mette d’accordo realtà e furore regalando al lettore la gloria promessa dal titolo. La scrittura di Picca non cede mai alle lusinghe della ridondanza e procede misurata nonostante l’impeto passionale del narratore. L’autore sa trasferire sulla pagina la realtà aggiungendo sempre qualcosa di poetico che, nella difficile alchimia della narrazione, la trasforma quanto basta per slegarla dalla cronaca e consegnarla alla letteratura.

Ultimo aggiornamento: 12-09-2025