La capacità straordinaria di Permunian è di rimescolare il torbido che c’è nelle vite, in certe vite; e anche continuamente di far sorridere di gusto, un po’ satanicamente, in un infernetto spirituale di quarta categoria, che è il suo bello originalissimo.
Cosa c’è nel libro? C’è, tra i tanti casi narrati, un alto e stimato dirigente scolastico che si trasforma in un serial killer di vecchiette, operante qui e là per la Valpadana. Ingenue pulzelle ingravidate da preti, che più per lussuria che per amore buttano poi la tonaca alle ortiche. E c’è il protagonista stesso del libro, un tremulo e patologico masochista esperto nella Lingua dei Segni, che s’innamora e poi sposa una giovane sordomuta che finirà per impiccarsi davanti ai suoi occhi.
Cioè un’allegra e sgangherata compagnia di guitti e buffoni che si agitano sulle assi polverose di un palcoscenico di provincia, con lazzi, anatemi e battute che stanno tra le comiche di Ridolini e il teatro della morte di Kantor.
E. C.
E in un baleno la mia sonnecchiante fantasia erotica... ha iniziato a
galoppare sulle ali della perversione più sfrenata.
Francesco Permunian vive da anni sul lago di Garda ed è autore di diversi romanzi e racconti, nonché di qualche occasionale zibaldone.
Della sua opera si ricordano l’esordio nella narrativa con Cronaca di un servo felice (Meridiano Zero, 1999); La casa del sollievo mentale e Il gabinetto del dottor Kafka, usciti entrambi da Nutrimenti nel 2012 e 2013; per il Saggiatore Ultima favola (2015) e Costellazioni del crepuscolo (2017); Sillabario dell’amor crudele pubblicato da Chiarelettere e vincitore del Premio Dessì 2019; Il rapido lembo del ridicolo (Italo Svevo, 2021); Giorni di collera e di annientamento (2021) e Elogio dell’aberrazione (2022) per Ponte alle Grazie; Tutti chiedono compassione e altre microstorie (Editoriale Scientifica di Napoli, 2023); e presso Oligo I demoni beati. Bracconaggi e scorribande in distretti di caccia riservata con i disegni di Roberto Abbiati (2024). Nel corso degli anni ha collaborato con Mario Giacomelli, nonché con Mario Dondero per un reportage sui luoghi della Resistenza nel Polesine. Attualmente è tradotto in Francia e in Messico.
In una scena popolata da maschere, da personaggi stralunati, a volte comici, altre disumani, Francesco Permunian in Teatri minimi in Valpadana rovista fra le debolezze e le ossessioni di uomini e donne, allestendo per il lettore una rappresentazione conchiusa della commedia umana. Sempre in bilico tra farsa e tragedia, i protagonisti dei racconti sono portati alla ribalta da una prosa immune da censura e moralismo e occupano brillantemente lo spazio e il tempo concesso alle proprie battute, restituendoci con pienezza l’atmosfera piccola e claustrofobica della provincia.
Ultimo aggiornamento: 12-09-2025