Un racconto corale che ripercorre il Novecento dall’inizio con storie di destini individuali che invitano a fare i conti con l’eredità irrisolta del secolo passato per trovare altri strumenti necessari con cui affrontare il nuovo millennio.
Due sorelle arrivano come maestre nella Milano piena di fermenti che corre verso l’Expo del 1906 e, circa dieci anni dopo − dopo Caporetto − la più giovane finisce arrestata per «disfattismo» e «sovversivismo». A Merano nel 1920, il dottor K. si crede al centro di un intrigo spionistico, ma forse è solo turbato dalla corrispondenza con la sua traduttrice, la signora Milena, incontrata una sola volta a Praga. Davanti a una delle maggiori chiese di Venezia un ragazzino mendicante riconosce, nella figlia del grande poeta americano, Ezra Pound, la biondissima bambina con cui ha condiviso l’infanzia in una malga e una seconda madre molto rimpianta. La Trieste «bene» è troppo presa dalle solite preoccupazioni per interessarsi subito allo studente berlinese venuto a laurearsi nella città dove già vivono la sorella e il cognato e dove le leggi razziali, proclamate a ridosso della partenza del giovane Hirschman, si abbatteranno su quella borghesia fieramente italiana come il più impensabile degli imprevisti. Ma i tempi di imprevisti, avrebbe teorizzato più avanti Albert O. Hirschman, sono anche tempi di possibilità che invitano a essere pensate, e percorse, a prescindere da come la Storia sia andata.
Serve anche a questo la letteratura, ci dicono queste pagine, a rivivere dall’interno di ogni personaggio quel passato che non si è ancora chiuso.
Helena Janeczek, nata a Monaco di Baviera in una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da oltre trent’anni.
È autrice di Lezioni di tenebra, Premio Bagutta opera prima, Cibo, Le rondini di Montecassino, finalista al Premio Comisso e vincitore del Premio Napoli, del Premio Sandro Onofri e del Premio Pisa e La ragazza con la Leica vincitore Premio Strega 2018, Premio Bagutta, Selezione Premio Campiello.
Tutti i suoi libri sono editi da Guanda.
Quattro città fanno da sfondo ad altrettante narrazioni dove le vicende personali s’intersecano alla storia del ‘900. Nell’ultimo suo libro Il tempo degli imprevisti, edizioni Guanda, la scrittrice Helena Janeczek ci consegna uno scorcio del secolo breve e lo fa raccontandoci una galleria di personaggi attraverso una serie di racconti disposti in ordine cronologico. Un po’ finzione, un po’ cronaca, le pagine scorrono veloci, alternando una scrittura a tratti drammatica ad una ironica. Ci addentriamo nelle vite inaspettate delle sorelle Zanetta giunte in una Milano in fermento per l’Expo del 1906; a Merano respiriamo l’atmosfera di sospetto col misterioso dottor K.; percorriamo le calli di Venezia sulle tracce della figlia del famoso poeta Ezra Pound e a Trieste, infine, facciamo la conoscenza del giovane studente Albert Hirschmann. Eventi individuali ed eventi collettivi si susseguono nel tempo, quel tempo che si ripete e su cui la Janeczek ci porta a riflettere.
Ultimo aggiornamento: 25-03-2026