Gioco simile al tennis che prende il nome dall’attrezzo usato per colpire la pallina. Le squadre di giocatori, chiamati tennisti, si sfidano su un campo diviso in due parti uguali da una striscia tracciata sul terreno. La palla colpita con il tamburello saetta veloce fino a 250 km/h in un batti e ribatti continuo sul terreno di gioco. Esistono due specialità: la gara open dove si sfidano 5 giocatori per ogni squadra e la gara indoor che prevede squadre composte da 3 giocatori.
Pratiche sociali e ritualità
Nel Rinascimento, Messer Antonio Scaino da Salò nel "Trattato del Giuoco con la Palla" (1555) dice quali erano i giochi maggiormente praticati e tra questi compare anche la "palla con la racchetta" o la "paletta", antenata più prossima del tamburello. Sorprendenti sono le analogie tra le regole del gioco di allora e quelle di oggi. La palla veniva colpita ad esempio con lo "scanno", una sorta di pala con una striscia di cuoio intorno all'impugnatura, utilizzata per rendere più salda la presa o con la racchetta o paletta. Nel tempo l'attrezzo si è modificato fino a divenire un telaio di legno su cui era tesa una pelle animale. Oggi il tamburello è in genere di plastica molto resistente, e viene costruito con appositi macchinari: la sua tela è in grado di sopportare le fortissime sollecitazioni della palla in gomma.
In Veneto, il tamburello si gioca all’aria aperta (open), al coperto (indoor) e sulla spiaggia (tambeach). La varietà degli ambienti di gioco costituisce un fattore di grande interesse e diffusione del gioco.
Essendo diffuso in tutta l’area europea ed oltre, il tamburello presenta interessanti varianti che ne determinano lo specifico interesse rispetto a quella che è definito il patrimonio della ludodiversità. D’altra parte, il gioco tradizionale del tamburello costituisce un importante strumento di dialogo interculturale.
Molte sono le regioni dell’Europa partecipi della Federazione Internazionale Gioco del Tamburello (FIBAT): Inghilterra, Germania, Francia, Ungheria, Spagna e Portogallo.
Intorno alla metà del 1800 il tamburello inizia la sua storia agonistica e nel 1890 viene riconosciuto come gioco da parte della Federazione Ginnastica d'Italia, l'ente che disciplinava in quel tempo l'ufficialità dello sport nel nostro Paese. Dagli anni 80 la Federazione si occupa dell’organizzazione di manifestazioni, tornei, eventi e anche della promozione del gioco a livello internazionale.
Nei Giochi Sportivi Studenteschi, per numero di scuole iscritte, il Tamburello è al terzo posto tra gli sport di squadra più praticati. Il gioco richiede destrezza, occhio, intelligenza, sicurezza, capacità di adattamento e spirito di collaborazione.
I campi di tamburello sono storicamente le piazze, luoghi di affezione, spazi culturali della comunità. Con i “campi dedicati”, ampi spazi di 80 metri per 20, il legame con la comunità cittadina si indebolisce, mentre si accentua il legame con il mondo sportivo e ricreativo dei “campi sportivi”. Durante il Festival Tocatì, il gioco in piazza del Duomo a Verona ha per la comunità dei giocatori un forte valore culturale, riportando il gioco tradizionale del tamburello nel suo contesto di origine.
Non si riscontrano particolari fattori di rischio.
Da considerare:
Il decadere degli artigianati legati alla produzione di tamburelli, costruiti con legno e pelle, sostituiti da strumenti fatti a macchina in plastiche flessibili e resistenti.
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Ultimo aggiornamento: 14-01-2026