Definizione dell'elemento

Il gioco della Morra vede affrontarsi due giocatori, i quali stendono simultaneamente un certo numero di dita dichiarando allo stesso tempo un numero non superiore a dieci (morra). Guadagna il punto chi ha dichiarato il numero corrispondente alla somma delle dita stese da entrambi e vince la partita chi per primo totalizza il numero dei punti in precedenza stabilito.

L'incontro si svolge secondo il criterio partita-rivincita-bella, e la vittoria va a chi si aggiudica due partite su tre. Non è un gioco esclusivamente individuale, infatti possono essere formate due squadre di doppio: due sfidanti avviano la partita e chi prende il punto sfida l'altro avversario finché è in grado di "tenere la mano". Molto avvincente è anche la modalità di gioco che prevede 3 giocatori per parte, al centro della formazione viene posto quello più esperto visto che dalle sue mani passerà gran parte della partita.

Categoria

Pratiche sociali e ritualità

Datazione

La morra è un gioco antichissimo: i primi indizi risalgono all'antico Egitto. In una pittura vascolare greca, appare chiaro il gioco tra Elena e Paride, con le mani protese nell'atto del gioco della morra. Tuttavia, è nell'epoca latina che se ne ritrova traccia in importanti fonti scritte: Cicerone, in uno scritto, ci dice che "dignus est qui cum in tenebris mices", ossia "è persona degna quella con cui puoi giocare alla morra al buio". Il gioco della morra era in quei tempi utilizzato per risolvere le dispute per scambi commerciali o altre questioni personali. Un editto del IV secolo ne proibì la pratica nei mercati. Durante la Grande Guerra la Morra era anche uno dei pochi svaghi che i nostri soldati avevano durante le notti nelle trincee. Durante il Fascismo è stata dichiarata gioco proibito. La legge tuttora vieta il gioco della morra nei luoghi pubblici. Ciò è dato dal fatto che, soprattutto nell'alta Italia, si praticava come gioco d'azzardo, anche se questa affermazione veicola una percezione fuorviante del fenomeno. La morra era oggetto di scommesse con in palio un litro di vino come accadeva per una qualsiasi partita di carte. La forza gestuale e verbale del gioco, che talvolta in passato aveva dei risvolti drammatici, si presta a malintesi.

Attualmente numerose associazioni in tutta Italia stanno intraprendendo iniziative volte al recupero della tradizione del gioco della morra, e il suo adattamento al contesto contemporaneo.

Area territoriale

In Regione del Veneto, il gioco si svolge in diverse località della Lessinia, tra Sant’Anna d’Alfaedo e Caprino Veronese e frazioni attigue. Si tratta di un gioco patrimonio di piccole comunità di montagna e di valle.

La Morra è un gioco tradizionale diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo; attualmente in Italia viene praticato soprattutto in Basilicata, Sardegna, Trentino e Veneto.

Continuità e integrità

Il gioco è stato bandito dai luoghi pubblici in epoca fascista. In altre regioni, per contrastarne il declino, la pratica è stata sportivizzata e sono stati creati dei campionati ad hoc, ad opera del CONI. Pur garantendo la possibilità di trasmissione della pratica, questo cambiamento decontestualizza il gioco penalizzando il legame con la comunità e col territorio di riferimento.

Coinvolgimento della comunità

Oggi, il gioco resta fortemente intergenerazionale e costituisce un forte legame dentro le comunità, valorizzando le abilità dei più anziani e stabilendo forti relazioni di rispetto.

Fattori di rischio

L'impossibilità di giocare a morra in spazi pubblici e in luoghi di aggregazione quali bar e osterie fa sì che il gioco sia stato gradualmente allontanato dal suo contesto sociale di origine.

Questo divieto ha anche messo a repentaglio la trasmissione della pratica, resa difficile anche dalla diffidenza riscontrata nelle scuole primarie e secondarie da parte dei dirigenti scolastici e insegnanti, in contrasto con il forte entusiasmo riscontrato nei ragazzi e ragazze.

Un rischio importante è legato all’immaginario negativo di cui soffre la morra, come gioco violento e pericoloso, da trasformare per mettere a valore tutte le componenti e gli straordinari significati sociali del gioco.

Rilevanza

La morra è un gioco molto diffuso in tutta la regione del Veneto ma anche in tutta la penisola italiana. La modalità veneta si distingue dalla modalità lucana, ad esempio, per la particolarità di giocare seduti attorno ad un tavolo invece che fronteggiandosi in piedi l'uno di fronte all'altro. Le varianti sono tante ed interessantissime da studiare e interpretare, “come un dialetto”. La “chiamata”, il punto, è sempre in dialetto. tranne nel contesto del campionato italiano che richiede uno sforzo particolare.

Il gioco della morra è storicamente legato all’ambiente delle osterie che, nelle società contadine rappresentavano il centro della vita di comunità. All’osteria, oltre a giocare a carte, barattare uova e animali da cortile, scambiarsi le ultime notizie del paese, c’era sempre un angolo più dimesso e appartato per giocare alla morra lontano da occhi indiscreti. Oggi si gioca soprattutto durante le sagre, o durante feste private organizzate da appassionati.

Rilevanti sono diversi aspetti, che meritano approfondimento.

  • La “battaglia psicologica” con l’avversario, che sviluppa le capacità relazionali nella gestione ludica

  • del confronto e del conflitto;

  • La relazione tra generazioni e il rapporto di stima tra giovani e anziani;

  • La rapidità nel far di conto e lo sviluppo delle abilità matematiche;

  • La necessità di rispettare le regole, vista la facilità con cui ci si può “imbrogliare”.

Unicità e peculiarità

La morra è un gioco tanto popolare quanto difficile che si svolge con la massima velocità, un ritmo cadenzato e un clamoroso effetto acustico. Si tratta di un gioco basato sull'intuizione e sulla velocità con la quale il giocatore deve analizzare e prevedere il gioco altrui e, inoltre, non deve mai giocare i numeri che il suo avversario si aspetta che giochi. Le caratteristiche richieste sono quindi un'ottima capacità di osservazione, intuizione ed empatia con l’avversario, velocità e abilità nel rispettare i ritmi del gioco. Vale in generale il forte radicamento dei Giochi tradizionali nei contesti locali, e il loro interesse in quanto attivatori di pratiche sociali, alimentari, linguistiche e rituali radicate nel sentimento di appartenenza delle comunità di praticanti e di tutti gli appassionati che queste riuniscono, contribuendo alla coesione sociale, alla vitalità delle memorie e identità locali, allo sviluppo psicofisico degli individui.

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Ultimo aggiornamento: 14-01-2026