Si compone di dattiloscritti e manoscritti di Silvio Stringari: gli argomenti affrontati sono di carattere politico, con riferimento agli ideali mazziniani di libertà e giustizia sociale, ma anche socio-antropologico, attraverso l'analisi delle tradizioni meno note di Venezia, come il significato del carnevale per i veneziani, la festa del "bocolo", i colombi a Venezia. In particolare di grande valore storico sono alcuni scritti su temi ancora contemporanei, quali l’abolizione della pena di morte. Nel fondo si segnala la presenza di opuscoli, ritagli di giornale, note della Questura di Venezia che monitorava con attenzione l'operato di Stringari e corrispondenza dallo stile quasi poetico, anche se frammentaria, tra Stringari, rifugiato politico, e la moglie Emilia, rimasta a Venezia.