figura maschile in trono (a sinistra) con offerente, altare e animale sacrificale (a destra)
Notizie storico-critiche
A causa della mancanza di attributi non è facile stabilire l'identità del dio raffigurato: gli studiosi hanno supposto possa essere sia Asclepio, sia Zeus Meilichios, sia una imprecisata figura eroica. Consuetudini rappresentative di Zeus Meilichios, tuttavia, espresso costantemente nella solennità del trono, con la mano sinistra appoggiata allo scettro e la destra con la phiale, inducono L. Beschi a propendere per la figura di Asclepio; anche il confronto con alcuni rilievi del Louvre sembra sostanziare tale ipotesi. Di opinione diversa T. Ritti, che, sulla base della rilevata affinità tra il pezzo in esame ed un rilievo votivo al Museo del Pireo, ritiene si tratti di Zeus Meilichios o di una figura eroica minore. Nonostante le incertezze esegetiche causate dalla mancanza di attributi in connessione con la divinità seduta, L. Beschi propende per l'identificazione con Asclepio anche sulla base delle sorti collezionistiche del pezzo. Egli infatti, dal momento che le fonti documentarie indicano una presenza del rilievo a Padova già dalla fine del XVII secolo-inizi del XVIII, sulla base dell'iconografia riferibile ad Asclepio ritiene che il pezzo possa essere stato raccolto sulle pendici meridionali dell'Acropoli di Atene in occasione delle operazioni militari e fortificatorie di Francesco Morosini. Di opinione contraria E. Di Filippo Balestrazzi, che, basandosi sul fatto che il pezzo apparteneva allo stesso gruppo di marmi di cui faceva parte il rilievo di Argenidas ai Dioscuri, ritiene possa essere stato rinvenuto ad Este.
Descrizione
La lastra, in origine presumibilmente rettangolare, presenta un rilievo inquadrato tra pilastrini con mensola modanata e senza base, che sostengono un basso architrave con listello.