Notizie storico-critiche

L'iscrizione venne riconosciuta come spuria già dal Maffei; essa riproduce un epigramma dell'Antologia Planudea (Anth. Pal. VII, 64 0 Plan., III, 28, 10), composto da un ignoto poeta per la tomba del filosofo cinico Diogene, sepolto presso Corinto. Secondo i recenti studi di E. Prioux, J. Spon vide a Venezia in casa di Sebastiano Erizzo nel 1675-1676 il medesimo testo su una lapide antica qui conservata. Wheler avrebbe anche fatto una sua ipotesi di provenienza sul pezzo di palazzo Erizzo, congetturando potesse essere giunto da Corinto, luogo di sepoltura di Diogene. Tuttavia egli è smentito dal fatto che presso i Maggi da Bassano a Padova vi era la stessa iscrizione, quella oggi attualmente conservata presso il Museo Lapidario Maffeiano. Tali informazioni, secondo la Prioux, inducono a ritenere o che entrambe le epigrafi fossero false, o che lo fosse una delle due, oppure che si trattasse del medesimo pezzo, entrato prima in una raccolta e successivamente nell'altra. Peraltro, l'errore nel termine evocativo "cane" della prima riga è identico nell'edizione aldina del testo dell'Antologia di Planude comparso a Venezia nel 1550, il che porta a considerare le lapidi delle falsificazioni erudite prodotte in seguito alla pubblicazione di quest'opera nella città lagunare.

Descrizione

Lastra rettangolare con iscrizione sulla fronte.

Dettagli

Tipologia

Reperto archeologico

Collocazione specifica

Museo Lapidario Maffeiano

Localizzazione geografico-amministrativa attuale

VERONA (VERONA)

Materia tecnica

marmo bianco con venature grigie

Misure

cm 22.2 x 47.4 x 3.5

Definizione culturale

Ambito culturale moderno

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