littore ed erote
Notizie storico-critiche
Il cippo faceva probabilmente parte di un monumento funerario a recinto, di cui ciìostituiva uno dei limiti angolari. Viene considerato una produzione del territorio veronese, vista anche la materia prima utilizzata. Il Marchini lo unisce ad altri rilievi simili per fattura e per iconografia, tipici del territorio veronese dell'epoca imperiale. La presenza del littore sui rilievi funerari può in alcuni casi sottolineare il ruolo sociale che il defunto aveva ricoperto in vita, poichè i littori avevano il compito di accompagnare e proteggere i magistrati romani.
Descrizione
Cippo funerario di forma parallelepipeda, anepigrafo, diviso in due riquadri, che ospitano due differenti raffigurazioni. Nel riquadro superiore è raffigurato un littore, sproporzionato nelle dimensioni del busto rispetto alle gambe. E' vestito di toga e nella mano sinistra tiene un fascio, che appoggia alla spalla, mentre nella destra tiene una verga. La gamba destra è piegata in avanti. Nel riquadro inferiore, invece, è raffigurato un erote nudo, in piedi, con le ali grandi e spiegate, che si appoggia con il gomito del braccio sinistro ad una corta fiaccola rovesciata, mentre la mano del braccio sinistro regge il capo, reclinato leggermente verso la spalla. La testa è incorniciata da corti capelli e da un velo che scende lungo la spalla e il braccio destro. Lungo la schiena scende un mantello che avvolge la parte superiore dell'asta della torcia. La gamba destra è tesa e regge il peso del corpo, mentre la sinistra è piegata davanti alla destra e si appoggia a terra con la punta del piede.