caccia al cinghiale di Meleagro e Atalanta
Notizie storico-critiche
L'urna viene considerata di produzione volterrana, vista la materia prima utilizzata. La datazione dell'urna parte dalla prima metà del 2 sec. a.C., grazie ad uno studio che mette in risalto la diversità di posizioni che Meleagro e Atalanta occupano nel rilievo, rispetto alle scene più diffuse. Il rilievo, per motivi stilistici, può essere inserito nel gruppo cosiddetto "dell'astragalo", per cui l'urna può essere datata alla seconda metà del 2 sec. a.C. L'ingresso di quest'urna al Museo Maffeiano nel 1739 da Volterra, come l'ingresso delle altre tre urne volterrane, sempre in alabastro, incassate nel muro del Pronao, è stata confermata anche da alcune lettere, fra le quali quelle che lo stesso Maffei scambiò con il cavalier Mario Maffei (ora conservate nell'Autografoteca Piancastelli di Forlì), pubblicate da Marchi G. P. (1985), in cui richiedeva in dono per il Museo veronese alcune urne etrusche.
Descrizione
Fronte di urna cineraria con cornice decorata da una fila di perline, seguita da un listello, un toro, un listello dentellato, poi un'altra fila di perline e infine un altro listello. Lo zoccolo invece presenta una fila di astragalo fra due file di perline. La scena raffigura una caccia a un cinghiale. A sinistra una figura femminile, vestita con una tunica trattenuta in vita, solleva l'ascia a doppio taglio. Al centro si trova il cinghiale, che viene assalito anche da tre cani, uno balzatogli sul dorso, uno davanti, l'altro fra le gambe. A destra un uomo, volto a sinistra, nudo, con mantello avvolto alla vita e al braccio sinistro, con i capelli a calotta sull'occipite e disposti a ciocche rigonfie sulla fronte, aggredisce il cinghiale con una lancia tenuta con entrambe le mani. Sul fondo della scena si notano quattro arbusti.