Scrofa e strumenti sacrificali (fronte); patera e urceus (rispettivamente su lato destro e sinistro)
Notizie storico-critiche
In relazione al personaggio menzionato come dedicante si veda anche CIL V, 3906. Quanto alle divinità a cui l'ara è dedicata, le Nymphae sono considerate personificazioni delle forze naturali che presiedono alla fecondità ed alla crescita, legate in particolare al culto delle acque e qui qualificate con l'appellativo Augustae; il Genius del pagus degli Arusnati è una divinità locale con funzione tutelare. L'iscrizione si data al II secolo d.C. sulla base di criteri paleografici, dell'apparato decorativo impiegato e per il contesto di rinvenimento: secondo Buonopane, infatti, l'ara è opera di una bottega epigrafica attiva a San Giorgio di Valpolicella tra la metà del I secolo d.C. e la I metà del II secolo d.C. Si consideri inoltre che Bassignano conferma la datazione al II secolo d.C. e Modonesi precisa agli inizi del II secolo d.C.
Descrizione
L'ara pulvinata presenta base e coronamento raccordati al dado mediante modanatura a cavetto e un apparato decorativo relativo alla pratica del sacrificio sul fronte e sui lati del dado. Il testo è iscritto da lettere apicate e segni di interpunzione triangoliformi apicati.
Dettagli
Tipologia
Reperto archeologico
Collocazione specifica
Museo Lapidario Maffeiano
Localizzazione geografico-amministrativa attuale
VERONA (VERONA)
Materia tecnica
calcare ammonitico bianco locale
Misure
cm 77 x 59
Definizione culturale
Ambito culturale romano, produzione veronese