testa di Giove Ammone
Notizie storico-critiche
La forma dell'arco è stata ricostruita da G. Cavalieri Manasse, sulla base dei resti emersi dallo scavo degli anni Ottanta del secolo scorso e sulla base dei disegni di Trezza del XIX secolo. Era un piccolo arco tetrapilo, posto a cavallo del Decumanus Maximus, a quattro fornici, che segnava l'ingresso alla parte occidentale del quartiere forense. Prima di quest'ultima ricostruzione, l'arco era stato descritto, per esempio in alcuni disegni di Palladio e di Falconetto, come un arco doppio tetrapilo a base rettangolare, ricostruzione errata, fatta probabilmente sulla base di alcuni esempi reali, trovati a Roma. La chiave di volta, murata intorno al XV- XVI secolo in una casa all'incrocio fra corso Porta Borsari e via Quattro Spade, all'epoca ispirò l'interesse degli architetti per la decorazione dei portali dei palazzi veronesi, fra il 1470 e gli inizi del 1500. Fu tolta dal muro della casa, dove era stata reimpiegata, da Moscardo, che la inserì nella sua collezione.
Descrizione
Chiave di volta di arco tetrapilo, a pianta rettangolare, con piloni composti da piedistalli, piedritti lisci e colonne tortili. Vi si trova la raffigurazione di una testa, circondata da una barba a fitti riccioli, e sulla testa, spuntanti dai capelli ricciuti, due ampie corna ricurve. Il rilievo antropomorfo è di ispirazione ellenistica.