Notizie storico-critiche
Si propone per questa lastra votiva una datazione intorno alla seconda metà del sec. I d.C., per ragioni legate soprattutto al contenuto dell'iscrizione. Il culto di Cibele, onorata con il nome di Grande Madre, giunse a Roma nel 204 a.C. Questa dea, protrettice della fecondità e dei cicli vitali della natura, è venerata spesso insieme a Iside. Colui che in questo caso pone la dedica ex voto, è un cittadino appartenete alla tribù Fabia, e questo induce a pensare a una diffusione del culto di Cibele-Iside nell'Italia settentrionale. La provenienza della nostra iscrizione da Arco è stata ipotizzata sulla base del rinvenimento nella medesima località, di un'altra iscrizione (CIL V, 4985) che allude ai lavori di ampliamento di un luogo di culto per la Mater Deum. Da Arco, poi, la lastra sarebbe stata trasferita a Malcesine, prima del 1540, anno al quale risale la sua menzione da parte del Sarayna, secondo Buonopane. Per ulteriori ragguagli si rimanda alla bibliografia specifica.
Descrizione
La lastra presenta sui lati corti due fori quadrangolari, probabilmente destinati all'alloggiamento di grappe. Lo specchio epigrafico, rifinito a martellina, è delimitato da cornice a gola e listello. Presenti segni d'interpunzione a triangolo. Le lettere, apicate, appaiono incise abbastanza profondamente. Visibili chiaramente tracce di linee guida a binario. In r. 1 la D e la seconda I di ISIDI, sono unite in nesso.