Notizie storico-critiche
Questa iscrizione rende conto di una somma di denaro stanziata per la perpetuazione di omaggi funerari, con la particolare nota conclusiva secondo la quale il sepolcro doveva considerarsi esclusivo, e non poteva dunque essere trasmesso ai figli. Il lascito è disposto per il collegium nautarum Veronensium Arilicae, dai due fratelli dedicanti in memoria dei genitori. Questo collegio, che aveva sede a Peschiera, era costituito da Veronesi e, al pari del Collegium Nautarum Arilicensium, si occupava del transito di merci via lago e via fiume. Attestazioni relative ad analoghi collegi si hanno, per esempio, anche per Como, Mantua o Ticinum. Si segnala nel testo un costrutto arcaizzante, cibos ponendum, in r. 11, che testimonia il frequente ricorso a formule di questo tipo specie nel linguaggio giuridico, ancora all'epoca in cui fu posta l'iscrizione. Altro arcaismo è il secus in luogo di secundum, in r. 11. Quanto all'onomastica, "Virucate" ha riscontri in territorio ligure. Il latino di questa iscrizione non appare molto rigoroso, ma rende conto di usi correnti dal sec. III in poi nell'Italia settentrionale. Le osservazioni relative al lessico e alle fondazioni ricordate, inducono a collocare cronologicamente l'ara tra la seconda metà del sec. II d.C e il sec. III d.C. Per ulteriori ragguagli si rimanda alla bibliografia.
Descrizione
Il fusto quadrangolare dell'ara è raccordato al coronamento in stile dorico mediante un'alta cornice modanata a gola e listello. Analoga cornice raccorda il fusto all'alto zoccolo. L'iscrizione è distribuita tra coronamento, fusto e zoccolo. Nel coronamento, la sigla D(is) M(anibus), è inserita frontalmente nelle due sezioni circolari di un motivo ornamentale a cuscini arrotolati. Il corpo centrale dell'iscrizione si trova invece all'interno di uno specchio epigrafico circondato da triplice cornice a gola e listello, assai rovinata. Sullo zoccolo, frontalmente, si trova l'ultima riga dell'iscrizione, oggi gravemente compromessa da scalpellature lungo il bordo inferiore e nelle porzioni angolari a destra e sinistra. Tutte le cornici di raccordo proseguono sulle quattro fiancate dell'ara. L'iscrizione presenta interpunzioni a triangolo variamente orientate. Ductus e modulo sono regolari. Le lettere, apicate, appaiono incise abbastanza profondamente con solco a V. Abbondante ricorso a nessi propri e impropri (documentati puntualmente nel Corpus), presenti in tutte le righe, ad eccezione della prima e dell'ultima. Occhielli delle P a volte aperti, a volte chiusi. Code delle R accentuate e ricurve.