Notizie storico-critiche
E' possibile confrontare la tipologia di questa stele con analoghi esemplari ugualmente provenienti dal territorio di Ravenna, e risalenti alla fine del sec. I d.C. Si ritiene che il volto della donna nel ritratto sia frutto di una rielaborazione, considerando la sproporzione tra testa e busto, troppo rigido e squadrato per appartenere ad una donna, e dunque probabilmente in origine pensato per un ritratto maschile. Quanto all'iscrizione, questa è stata posta da tre classiari forse operativi presso il porto di Ravenna, in onore di Ulcia Glapyra. La motivazione della dedica è racchiusa nell'espressione "ob meritis eius", forse volutamente tanto vaga. Pochi dubbi, comunque, sul motivo che possa aver spinto tre marinai a dedicare un monumento a Ulcia Glapyra, e sulla reale natura dei "meriti" della donna. Circa la datazione, tanto la pettinatura del ritratto, quanto la particolare modalità con cui è reso lo sguardo della donna, farebbero pensare al periodo antonino, ma non tutti gli studiosi sono d'accordo al riguardo. Per ulteriori ragguagli si rimanda alla bibliografia.
Descrizione
La stele presenta, al di sopra dell'iscrizione, una nicchia centinata ospitante un ritratto femminile in rilievo. La donna indossa sulla tunica, un mantello a rigide pieghe che le avvolge le spalle. La testa è livemente voltata a sinistra. Il volto è tondo, il mento pronunciato. Gli occhi, molto aperti e dai contorni marcati, hanno pupille ben evidenziate mediante un foro. I capelli, scriminati nel mezzo, sono divisi in piccole ciocche striate e aderiscono ai lati della testa in due bande. Al di sopra della nicchia, una bassa cornice modanata a gola e listello, base di un frontoncino contornato a sua volta da cornice a gola e listello. Entrambe le modanature proseguono anche sui lati della stele. Al centro del timpano, un gorgoneion senza serpenti in funzione apotropaica. Ai lati del frontone, due acroteri decorati con motivo a palmetta che proseguono sui lati. L'intera superficie è lavorata a martellina. L'iscrizione presenta segni d'interpunzione a triangolo con punta variamente orientata. Ductus abbastanza regolare, modulo tendenzialmente allungato nelle prime righe; più regolare, quasi quadrato, nelle ultime due righe. Lettere molto apicate, incise profondamente con solco a V. Si segnala un nesso in r. 1: unite la P e la Y in Glapyra. In r. 6, "di" in luogo di "de".