Notizie storico-critiche

Virdomarus proveniva da Biturix, città della Gallia Belgica (Bourges). Dopo aver prestato servizio militare nell'ala Claudia Nova, ne era stato congedato. Il reparto in questione fu di stanza a Magnum, e venne poi trasferito in Germania da Vespasiano nel 70 d.C. Per riferimenti interni al testo si propone dunque una datazione all'ultimo quarto del sec. I d.C.

Descrizione

La stele presenta frontalmente una nicchia di forma rettangolare dalla quale emergono in rilievo i busti di un uomo e di una donna con tuniche drappeggiate e mantello. La donna sembra avere la mano destra poggiata sulla spalla destra dell’uomo, mentre la mano sinistra sembra intrecciata con quella destra dell’uomo sul petto di quest’ultimo (scena di iunctio). I tratti del volto di entrambi sono molto rovinati da sbrecciature diffuse, specie naso, fronte e, nel caso della donna anche il mento, del tutto scalpellato. L’uomo è ritratto con capigliatura corta e compatta, lineamenti raffinati, orecchie scostate dal capo, occhi sporgenti e con palpebre superiori e inferiori molto evidenziate. La donna ha una ricca acconciatura a riccioli sulla fronte e sulle tempie e due trecce ricadono ai lati del collo. Ai lati della nicchia, poco profonda, due colonnine tortili con capitello corinzio, molto sbrecciate nel fusto. Al di sopra della nicchia, da questa separato mediante cornice a listello e gola, un frontoncino contornato da cornice a listello e gola rovescia sui due lati montanti, nel cui timpano è rappresentata una scena assai rovinata da scalpellature ed erosione lapidea: sembra riconoscibile una figura maschile nuda, disposta frontalmente, ai lati della quale si notano un serpente (alla sua destra) e un volatile (alla sua sinistra) (Orfeo?). La parte superiore del frontone risulta completamente consunta, specie verso l’estremità sinistra, così come assai rovinati sono i tasselli, nei quali sembrano comunque visibili, almeno a destra, motivi decorativi vegetali. Al di sotto della nicchia si trova lo specchio epigrafico, di forma quadrangolare, lavorato a martellina e molto rovinato per desquamazione della pietra, contornato da cornice a listello e gola rovescia, con sbrecciature diffuse sui quattro lati. Infine, nella parte sottostante, evidentemente franta, due riquadri affiancati, corniciati a gola rovescia, lavorati internamente a martellina e probabilmente destinati ad accogliere ulteriori elementi decorativi o iscrizioni. Il fondo della nicchia coi due busti presenta una coloritura brunastra. Interpunzioni di forma triangolare con punta orientata verso l’alto a destra. Ductus e modulo abbastanza regolari. Prima riga lievemente addossata a margine destro. Lettere apicate, incise poco profondamente e molto erose. Solco a V. L’unico apice attualmente visibile di quelli segnalati nel CIL si nota sulla seconda O di sorori in ultima riga, come da trascrizione proposta. Mentre il Corpus trascrive Virdomarus in r. 1, il riscontro autoptico rivela che sulla pietra risulta incisa una E al posto della I, dunque Verdomarus.

Dettagli

Tipologia

Reperto archeologico

Collocazione specifica

Museo Lapidario Maffeiano

Localizzazione geografico-amministrativa attuale

VERONA (VERONA)

Materia tecnica

calcare di Aurisina; incisione e scultura

Misure

cm 167 x 60.7 x 16.5

Definizione culturale

Ambito culturale romano, produzione istriana

Link scheda estesa

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