Notizie storico-critiche
L'iscrizione è incisa con caratteri di grandezza variabile, con tratti profondi e apici vistosi. Le lettere tonde sono rimpicciolite; la distanza fra le righe e l'allineamento delle lettere sono irregolari. La datazione alla seconda metà del II secolo a.C. è suggerita dalla presenza dell'alpha a sbarra spezzata, dal sigma con i tratti esterni paralleli e dal rimpicciolimento dell'omikron. Una Philista, figlia di Charmichos, vissuta nello stesso periodo è nota a Delo e la Couilloud ha avanzato l'ipotesi che si tratti di una parente della defunta. E alquanto difficoltosa la ricostruzione dellorigine del pezzo, stante anche l'attuale disaccordo della critica sulla sua provenienza. Secondo alcuni, infatti, la stele proverrebbe da Renea (Couilloud, Ritti, Zerbinati), anche in considerazione della qualità del marmo, simile a quello cicladico, e sarebbe giunta ad Este tramite i canali del collezionismo veneziano moderno; secondo altri, invece, sarebbe stata trasportata da Corcyra e rinvenuta, nel 1709, nella campagna di Este (Ritti); secondo altri ancora, stando alla testimonianza di Isidoro Alessi, il pezzo rientrerebbe, come il rilievo di Argenidas ai Dioscuri, tra le testimonianze di frequentazioni greche ab antiquo in Adriatico (Di Filippo Balestrazzi). In questa fase della ricerca non appare opportuno escludere a priori nessuna delle proposte, che solo l'integrazione con altri dati da altre sculture schedate contribuiranno a chiarire.
Descrizione
Stele alquanto rastremata verso l'alto, a zoccolo sagomato e frontone triangolare aggettante, con acroteri (oggi mutili).