figura feminile stante in posizione frontale e (a sinistra) figura maschile stante in posizione frontale
Notizie storico-critiche
L'iscrizione, incisa nello spazio tra le due colonnine, occupa un basamento ricurvo che suggerisce la presenza di un podio su cui le figure si elevano. Per quanto riguarda i caratteri epigrafici, che concorrono a stabilire la datazione, si noti la presenza dell'alpha a sbarra spezzata, il pi col terzo tratto uguale al primo e l'andamento assai irregolare delle lettere. L'attribuzione a Renea è stata avvalorata dalla Couilloud in considerazione della qualità del marmo e dei caratteri stilistici del rilievo. Il folto gruppo di stele delie che presenta colonnette simili a quelle del pezzo in oggetto è caratterizzato nella parte superiore da un frontone arrotondato o a forma di tempietto. E' quindi probabile che anche il marmo veronese avesse un coronamento a naiskos o con decorazione vegetale. E' il Gori a testimoniare della presenza della stele nelle collezioni medicee, prima del trasporto a Venezia, documentato, invece, dal manoscritto di G.A. Astori. Per i precedenti passaggi dal luogo d'origine, interessante il Kaibel che annota "Propter Andreinum auctorem inter Neapolitanas rettuli; fortasse tamen ex Grascia potius adlata inscriptio".
Descrizione
Stele rastremata verso l'alto con dente per l'incasso; l'inquadramento del rilievo e dell'epigrafe è dato da due colonnine scanalate, col terzo inferiore liscio, su base ionica.