Notizie storico-critiche

L'epigrafe è incisa sulla metà superiore della fronte, con lettere grandi e curate, tratti sottili e leggere apicature. La formula contiene solo il nome del defunto, la sua qualifica di medico e l’indicazione della sua origine. Charinos, presumibilmente, si stabilì in Italia ad esercitare la sua professione, secondo una consuetudine dei medici greci, che spesso viaggiavano lontano dalla loro patria. Il Maffei ritenne che sede dell'attività di Charinos fosse stata la stessa Verona, dal cui territorio proverrebbe quindi la pietra. Secondo T. Ritti l'opinione del Maffei non può essere oggi verificata, ma l'appartenenza del monumento all'area dell'Italia settentrionale appare comunque probabile. L'epigrafe venne respinta dal Kaibel, che la escluse dalla sua opera, e dubbi sulla sua autenticità furono avanzati anche da L. Franzoni, sia per il giudizio del tedesco, sia perché non si possiede alcuna indicazione sulla sua provenienza. Recentemente A. Buonopane ha rivalutato l'iscrizione come genuina, in seguito soprattutto all'analisi del materiale lapideo, rivelatosi calcare bianco ammonitico estratto sulle colline veronesi.

Descrizione

Cippo con basamento e cornice superiore modanati con listelli e gole. Superiormente resta traccia di una grappa.

Dettagli

Tipologia

Reperto archeologico

Collocazione specifica

Museo Lapidario Maffeiano

Localizzazione geografico-amministrativa attuale

VERONA (VERONA)

Materia tecnica

calcare ammonitico bianco locale

Misure

cm. 93.5 x 50 x 46

Definizione culturale

Ambito culturale greco, produzione locale

Link scheda estesa

Scopri di più

Museo correlato

Museo

Museo Lapidario Maffeiano

Fra i più antichi musei pubblici europei, il Lapidario (collezione epigrafica greca, etrusca, paleoveneta e romana, ma anche araba) fu istituito nel 1745 grazie soprattutto all'appassionata opera di raccolta di Scipione Maffei, insigne uomo di cultura veronese. Sorse nel luogo compreso (...)