al centro figura di giovane stante in posizione frontale, a sinistra figura maschile stante leggermente inclinata verso il centro e a destra figura femminile leggermente inclinata verso il centro. Alle spalle del giovane, un pilastrino sostiene un pinax rettangolare con scolpite due maschere sceniche

Notizie storico-critiche

Le maschere sceniche sono relative probabilmente alla professione di Bathyllos; il suo stesso nome ricorda l'omonimo mimo, famoso in età augustea: è verosimile pensare, quindi, che anche Silios Bathyllos avesse qualche rapporto con il teatro, che anzi tale rapporto già esistesse tra la sua famiglia e l'ambiente scenico, se a lui fu imposto dalla nascita il nome di un famoso mimo dell'epoca. I caratteri epigrafici non sono omogenei, benché genericamente somiglianti; in particolare, coesistono due diverse forme di alpha e lambda e due forme di omega, l'uno lunato e l'altro, alla fine della prima riga, a emme rovesciata. Si riconosce, quindi, il lavoro di due mani diverse: il secondo lapicida, operante però nella stessa epoca del primo, iscrisse la parte destra dell'epigrafe, coi nomi di Silios e Silia Ero/tin. A differenza del primo, egli usa la grafia “Seilios” con dittongo e le lettere col prolungamento superiore dei tratti. Il Conze e il Kirchner interpunsero in modo diverso dal Maffei, individuando cinque personaggi, mentre il Duetschke aveva preferito ridurre a tre il numero dei nomi, l'ultimo dei quali sarebbe il fanciullo rappresentato al centro della stele. Tale lettura appare ancora a più probabile, anche se alcune difficoltà create dall'anomala collocazione del secondo cognomen di Bathyllos e la posposizione del gentilizio al cognomen del fanciullo; tuttavia, esse non appaiono insormontabili, tanto più che l'incisore dei nomi della parte destra sembra aver avuto l'intenzione di rimediare, a costo di qualche confusione, alle omissioni dell'altro lapicida. Il diminutivo Dionysas possiede anch'esso un significato che potrebbe ricondurre all'ambiente teatrale, sacro a Dioniso. Quanto al nome della donna, Erotin, esso è forma abbreviata del vezzeggiativo Erotion. Il demotico di Bathyllos conferma l'attribuzione della stele all'Attica; la datazione del monumento, in base allo stile del rilievo, è stata fissata all’età neroniana o flavia.

Descrizione

Stele a sommità piatta con tra antefisse; al di sotto è incisa l'iscrizione. Più in basso due pilastrini con capitello spirgente all'esterno della stele inquadrano il rilievo.

Dettagli

Tipologia

Reperto archeologico

Collocazione specifica

Museo Lapidario Maffeiano

Localizzazione geografico-amministrativa attuale

VERONA (VERONA)

Materia tecnica

Marmo bianco a grana fine

Misure

cm 106 x 62-66 x 15

Definizione culturale

Ambito culturale greco, attico, produzione di età romana imperiale

Link scheda estesa

Scopri di più

Museo correlato

Museo

Museo Lapidario Maffeiano

Fra i più antichi musei pubblici europei, il Lapidario (collezione epigrafica greca, etrusca, paleoveneta e romana, ma anche araba) fu istituito nel 1745 grazie soprattutto all'appassionata opera di raccolta di Scipione Maffei, insigne uomo di cultura veronese. Sorse nel luogo compreso (...)