Ototeman di Sofia Galvan e Stefania Minestrina è il progetto coreografico vincitore della tredicesima edizione

Nella Sala Ridotto del Teatro Giuseppe Verdi di Padova domenica 16 ottobre è stato proclamato il vincitore del PREMIO INTERNAZIONALE PROSPETTIVA DANZA TEATRO 2022, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e della Fondazione Finanza Etica in collaborazione con il Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven e la direzione artistica di Laura Pulin, che ne è l’ideatrice. 

Questi i quattro coreografi finalisti che hanno presentato i loro lavori alla presenza della Commissione giudicatrice e degli spettatori: Francesco Curci di Trani (IT) con il progetto coreografico Our last song, Sofia Galvan e Stefania Menestrina di Thiene (IT) con il progetto coreografico Ototeman, Maria Stella Pitarresi e Marco Pergallini di Palermo (IT) con il progetto coreografico Sinopia, Nicola Galli di Ferrara (IT) con il progetto coreografico Ultra.

La Commissione è composta da Didier Deschamps (Francia) - Direttore artistico del Festival de danse di Cannes, Valentina Marini (Italia) - Direttore Orbita-Spellbound / Centro di Produzione Nazionale della Danza e Fuori Programma Festival, Renato Zanella (Italia) - Direttore artistico del Corpo di ballo all’Opera Nazionale di Lubiana, Stefano Tomassini (Italia) - Docente IUAV e critico di danza, Emanuele Masi (Italia) - Direttore artistico del Festival Bolzano Danza, consulente artistico Auditorium Parco della Musica di Roma/ Festival Equilibrio, Roberto Casarotto (Italia) - Co-director di Aerowaves e responsabile progetti europei della danza CSC/Centro Scena Contemporanea di Bassano del Grappa, Alessandro Bevilacqua (Italia) - Direttore artistico Festival Danza in Rete – Vicenza/Schio, Laura Pulin (Italia) - Direttore Artistico di Prospettiva Danza Teatro, Eleonora de Logu (Italia) - assistente alla direzione artistica del Festival Prospettiva Danza Teatro e performer, Benedetta Bruzzese (Italia) - Programmazione e coordinamento progetti speciali Arteven Circuito Teatrale Multisciplinare.

Visti e analizzati i progetti artistici finalisti la stessa ha verbalizzato le seguenti motivazioni: 

  • Our last song di Francesco Curci: Il rischio assunto nell'affrontare un celebrato classico del repertorio ballettistico, troppo spesso utilizzato dal regime sovietico per interrompere le trasmissioni radiofoniche in tempi di cambiamento politico, assume qui una rilevanza ulteriore nel contesto del conflitto Russia-Ucraina; gli interpreti hanno dimostrato di saper stare in scena anche attraverso soprattutto la dimensione materiale del costume/lago, che li unisce e in fondo li determina; mentre, il rischio di confrontarsi con un classico nel tentativo di renderlo politicamente e socialmente rilevante è qui confortato dalla dimensione affettiva che, alla fine, tiene insieme il bianco (che non è sempre emblema del bene) con il nero (che non è mai soltanto allegoria del male).
     
  • Ototeman di Sofia Galvan e Stefania Menestrina: Da un punto di vista coreografico Galvan/Menestrina hanno messo in pratica un uso dello spazio molto articolato così come allo stesso modo l'uso del ritmo, producendo in termini performativi elementi di costante sorpresa. A livello interpretativo sono sempre rimaste fedeli a un preciso vocabolario di movimento che ha permesso loro, però, di spostare i discorsi su di un punto di vista anche politico, ossia quello di un copro collettivo, di un corpo plurale; e hanno dedicato una particolare cura all'estetica delle immagini proposte. Il totem è qui sovrapposizione e coesistenza di differenze che si equivalgono (ben oltre la spesso finta e neutralizzante rivendicazione di uguaglianza). Si tratta di una composizione estremamente giovane e consapevole, che merita il tempo lungo della messa in prova, della attesa mediata dal processo di creazione, della ricerca a larga apertura di compasso.
     
  • Sinopia di Maria Stella Pitarresi e Marco Pergallini: Nonostante il rischio dello stereotipo di coppia in danza, i due coreografi riescono a trasporre l'archetipo Adamo/Eva in una condizione più riconducibile all'umanità tutta; il linguaggio condiviso è in grado di sviluppare l'idea ispiratrice in modo coerente, attraverso una partitura coreografica dinamica e fisica su più piani dello spazio. L'immaginario pittorico che ha ispirato il lavoro è terreno comune di partenza riconoscibile, da cui emerge un percorso di ricerca artistica condiviso.
     
  • Ultra di Nicola Galli: I primi appunti coreografici di questo nuovo lavoro mostrano già una precisa identità ed estetica. L'immediata costruzione in termini di immaginario è fatta di ambienti diversi. E risulta particolarmente rilevante la sensibilità ecologista, nell'utilizzo di materiale riciclato, e la presupposta visione delle tecnologie che verranno impiegate successivamente. La partitura coreografica, pur non conforme a una più immediata esposizione dei corpi, consente a tutti l'immaginazione di uno spazio futuro, aperto e concreto.

Alla luce di questi giudizi la vittoria della XIII edizione del PREMIO INTERNAZIONALE PROSPETTIVA DANZA TEATRO - del valore di 5.000 euro, che garantisce una settimana di residenza e l’opportunità di presentare il lavoro completo nell’edizione 2023 del festival - viene assegnata a OTOTEMAN di Sofia Galvan e Stefania Menestrina. Anche il Premio del Pubblico viene assegnato a OTOTEMAN di Sofia Galvan e Stefania Menestrina.
 
Link utili 
prospettivadanzateatro.it
myarteven.it
www.padovacultura.it

 

 

 

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Data

18/10/2022