Condizione

proprietà privata

Provvedimenti tutela

Tipo di Provvedimento: L.1089/1939 (A) L.1089/1939 (A)

Riferimenti catastali

Localizzazione Catastale: Comune: Grezzana (VR) - Foglio/Data: 58 - Particelle: 73, 73, 82, 124, 71, 80, 81, 105, 106, 103, 104, 78, 79, 75, 70, 69, 74, 68, 67, 77, 76, A

Descrizione

Villa Arvedi, oltre che essere un esempio tra i più prestigiosi del Veneto per la struttura architettonica, che si presenta anche in ottimo stato di conservazione. Appena varcato il grande cancello che si apre direttamente sulla strada provinciale, troviamo, alla nostra sinistra, un edificio a pianta rettangolare su due piani, con funzione di portineria. Proseguendo la strada che porta alla villa, svoltando a sinistra, si fiancheggia il muro del giardino e si raggiunge l'accesso laterale alla corte retrostante il palazzo. Subito, a sinistra, il frantoio, ancora oggi in attività; sul retro i rustici che ospitavano le abitazioni dei lavoranti, le stalle, le "teze", le barchesse e gli essiccatoi per il tabacco. A destra invece si accede al vasto cortile chiuso a ovest da un'ampia esedra al cui centro si situano le rampe di un monumentale scalone a tenaglia che conduce alla piccola chiesa barocca situata in posizione sopraelevata con sullo sfondo secolari cipressi e cedri del Libano. Ai lati del cortile la scuderia e la casa del gastaldo. Chiudono, sui lati corti verso ovest, due torri colombare che fanno da contrappunto a quelle delimitanti il palazzo. Da qui si dipartono i bracci dell'esedra che concludendosi con nicchie inquadrano lo scalone della chiesa. Il corpo padronale si sviluppa su una pianta a "U", composta dal blocco centrale e dalle due ali laterali, simmetriche, che si dispongono ortogonalmente e, assestandosi sul filo della facciata principale, si sviluppano verso la corte retrostante, a ovest. La parte di sinistra ospita gli appartamenti invernali, mentre la destra quelli estivi, molto più fastosi. Da questo lato l'edificio si prolunga anche verso est, dove si inserisce una triplice grotta scavata in parte nella collina sul lato nord e aperta verso il giardino. A ovest della grotta si situa la voliera, aperta verso il cielo da una gabbia a padiglione che sbuca sulla terrazza superiore. L'oratorio di San Carlo, in posizione sopraelevata rispetto alla villa, con il suo caratteristico campanile, attira l'attenzione anche da lontano. Il corpo principale è affiancato da due logge laterali che si aprono verso la corte con due archi a tutto sesto ciascuna. Il complesso è conosciuto anche per il suo bel giardino all'italiana. Delimitato da un basso muro, si estende su di un terrazzamento prospiciente il fronte principale della villa ed è aperto a est sul viale d'ingresso e sulla campagna, mentre a nord, a protezione dai venti freddi, lo chiude un alto muro.
Specifiche:
  • Identificazione: corpo padronale
  • Secolo: XVII
  • Identificazione: portineria
  • Osservazioni: edificio a pianta rettangolare su due piani
  • Identificazione: oratorio
  • Secolo: XVII-XVIII
  • Osservazioni: L'oratorio fu costruito tra la fine del XVII secolo e il 1717 - quando è rappresentato sul disegno di Antonio Schiavi -, probabilmente in sostituzione di un precedente oratorio, dedicato a San Francesco, già esistente nella villa e che in seguito alla visita pastorale del 1671 fu dichiarato non idoneo. Nel 1722 risultava dedicato alla Madonna del Carmine e, in second'ordine, a San Francesco che dopo il 1734 non sarà più nominato in documenti della curia. Solo due anni più tardi viene citato per la prima volta come «Oratorio di San Carlo », in un breve apostolico con cui papa Gregorio XVI concede a Lucidalba Arvedi «facultatem retinendi Eucaristiae in tuo pubblico oratorio S. Caroli infra limites Paroeciae Gretianae».
  • Identificazione: parco
  • Secolo: XVIII
  • Osservazioni: Il giardino però non si presentava così nel 1714, quando lo disegna il Volkamer, e come appare nell'affresco realizzato dal Falezza. In queste rappresentazioni è suddiviso in piccole aiuole rettangolari circondate da numerosi vasi di agrumi; addossata al muro, a nord, si vede una serra di cui ora non rimane più traccia. Quello che si vede oggi è, invece, un giardino concepito in un unico disegno sinuoso e per essere visto dal balcone del salone centrale al piano nobile del palazzo, da dove si rende possibile una completa fusione con il paesaggio.


Elementi Decorativi:
  • Tipo: Affreschi
  • Qualificazione: Scene a carattere mitologico
  • Descrizione: Le pareti sono scompartite da grandi elementi architettonici composti da un plinto decorato con coppie di figure in finto marmo lavorato a bassorilievo e da nicchie sovrastanti occupate da finte statue bronzee di "Condottieri armati" o di "Figure femminili"; in mezzo si aprono, con discreto effetto di profondità, sei grandi "Paesaggi" dove trovano ambientazione altrettante scene mitologiche; sopra questi sono collocate coppie di figure allegoriche policrome, immaginate come se fossero adagiate sui cornicioni. Le scene mitologiche, che complessivamente rinviano, come fonte, alle "Metamorfosi di Ovidio", presentano alcune incongruenze iconografiche che fanno pensare, almeno in una scena, a una grossolana svista da parte del pittore tardobarocco che ha ridipinto le pareti.
  • Tipo: affreschi
  • Descrizione: insieme decorativo del salone centrale. Qui «la fantasia pittorica di Lodovico Dorigny ci ha lasciato una delle sue opere più grandiose e rappresentative» (Viviani, 1975). Le pareti sono ripartite in due piani da illusionistiche rappresentazioni prospettiche di elementi architettonici. Sono affrescate con temi mitologici di forte espressività plastica, brani presi dal mito di Perseo e la Medusa e dalla Lotta dei centauri e dei lapiti rappresentati vigorosamente come bassorilievi antichi. I dodici segni dello zodiaco, impersonati da incisive figure umane, si alternano tutto intorno a paraste e colonne, mentre vistosi vasi di fiori sembrano appoggiati su finte balconate sullo sfondo di una fuga di arcate a crociera, o fissati su alti piedistalli tra due colonne (Precerutti Garberi, 1975). Nella volta, suddivisa in due settori, sono rappresentati gli dei dell'Olimpo che si stagliano su un cielo luminoso, sono inclusi in una fin quasi troppo ricercata e macchinosa ambientazione.
  • Tipo: dipinti
  • Descrizione: splendide battaglie
  • Tipo: dipinti
  • Tipo: dipinti
  • Tipo: affreschi
  • Descrizione: sala da pranzo affrescata con scene mitologiche e figurazioni allegoriche
  • Tipo: dipinto
  • Descrizione: Venere affrescata, rimossa da Lucidalba Arvedi nel XIX secolo perché giudicata troppo impudica.
  • Tipo: statue
  • Descrizione: in facciata
  • Tipo: affresco
  • Descrizione: 005618 - affresco; oculo centrale con la colomba dello Spirito Santo e i quattro evangelisti nei pen
  • Tipo: affresco
  • Descrizione: 005619 - affresco; Scene e figure mitologiche
  • Tipo: affresco
  • Descrizione: 005622 - affresco; Decorazione architettonica con festoni e vasi di fiori
  • Tipo: affresco
  • Descrizione: 011771 - Travi in legno dipinto; Bianchi Giovanni Battista
  • Tipo: dipinto

Dettagli

Accesso struttura:

Visitabile: SI

Definizione Culturale:

Bianchi Giovanni Battista / progetto /

Localizzazione Geografico Amministrativa:

Grezzana (VERONA)

Provincia:

VR

Comune:

Grezzana

Indirizzo:

Località Cuzzano, 1 - 37023 Cuzzano di Grezzana (VR)

Sito Internet:

IRVV Regione Veneto