Condizione
proprietà privataProvvedimenti tutela
Tipo di Provvedimento: L. 1089/1939Riferimenti catastali
Localizzazione Catastale: Comune: Trichiana - Foglio/Data: 8, 10 - Particelle: 8/118, 119,122,123, 10/243Descrizione
Complesso costituito dal corpo padronale di compatta forma rettangolare a schema tripartito con abbaino timpanato e piccolo giardino, da due corpi rustici e da un piccolo oratorio.Specifiche:
- Identificazione: casa padronale
- Secolo: XVIII
- Stato: buono
- Osservazioni: Assai singolare è la forma del tetto: a quattro falde, con il colmo tanto alto da creare un sottotetto completamente abitabile. Restano tracce della decorazione architettonica dipinta in facciata.
- Identificazione: biblioteca
- Secolo: XVIII
- Stato: buono
- Osservazioni: Nella saletta "della Marfisa" sono una serie di stampe umoristiche settecentesche inserite entro ricche cornici in stucco bianco.
- Identificazione: annessi rustici
- Stato: buono
- Osservazioni: Un forte contrappunto cromatico è creato dal rosso acceso delle facciate dei due corpi rustici (e dell'oratorio) rispetto al giallo ocra del corpo padronale.
- Identificazione: oratorio
- Secolo: XVI (prima metà)
- Stato: buono
- Osservazioni: Preesistente alla villa, presenta un semplice fronte suddiviso da quattro semiparaste sulle quali poggia l'architrave del frontone triangolare.
- Identificazione: giardino
- Stato: buono
- Osservazioni: A ovest si trovava un tempo l'orto, trasformato ora in piccolo frutteto, con adiacente un berceau di carpini.
Elementi Decorativi:
- Tipo: meridiana
- Descrizione: Una bella meridiana è dipinta al centro del frontone, al posto dell'usuale apertura finestrata.
- Tipo: statue
- Qualificazione: figurato
- Materiale: pietra
- Descrizione: Due statue si ergono sugli acroteri del frontone, mentre altre sormontano i pilastri dell'ingresso alla proprietà.
- Tipo: pittura murale
- Descrizione: Nell'oratorio è presente una pregevole tempera di Giovanni da Mel.
- Tipo: affresco
- Qualificazione: figurato
- Descrizione: Nell'oratorio è presente un ciclo ad affresco cinquecentesco, attribuito a Cesare Vecellio e ora parzialmente deteriorato.