Descrizione
1341-1350 · membr. · Foglio staccato da Antifonario · cc. 1 · mm 575×396. Specchio rigato: mm 418x264. Scrittura e mani: gotica libraria in inchiostro bruno (dieci linee). Decorazione: 1341-1350; iniziali: 1 istoriata, a penna e/o a pennello, iniziale istoriata S (Sebastianus mediolanensium partium) con il Martirio di san Sebastiano: entro riquadro blu decorato a biacca, incorniciato da fasce ornate rosse e rosa, racchiuse agli angoli da cantonali quadrati in foglia oro, si staglia la lettera dal corpo rosa e terminazioni con foglie verdi sviluppate in volute abitate da protomi umane, un laico e un tonsurato, dalle cui bocche fuoriescono tralci. All'interno su fondo rosa scuro, nell'occhiello superiore due angeli circondano di un lenzuolo l'animula orante del santo che sta ascendendo al cielo; in basso, sovrapponendosi all'iniziale, l'imperatore assiso leva l'indice per ordinare a quattro soldati la decollazione di san Sebastiano, genuflesso in preghiera, con corpo separato dal capo da cui sgorga profusamente sangue. La pagina è percorsa sui tre lati interni da un'asta policroma, rossa, rosa, gialla, azzurra e blu, articolata da nodi, sfere e bolli in foglia oro, e arricchita di numerosi uccelli e dro?leries: in alto testine umane, di animali, un uccello lacustre; accanto alla lettera il busto di un uomo dal lungo cappello, armato di bastone con sfere in foglia d'oro; piu? in basso un suonatore di fiato; in basso uccellini, un mostro e un drago che si fronteggiano e, nei due riccioli, un puttino ignudo e un monaco benedettino orante; presenza di oro, azzurro; Il foglio staccato presenta l'incipit della festa di san Sebastiano (20 gennaio) e proviene dallo stesso antifonario con proprio del tempo e dei santi, appartenuto al monastero di San Benedetto a Gabiano, presso Giulianova in Abruzzo, da cui derivano altri sette fogli Cini attribuibili alla stessa bottega: gli invv. 22085, 22086, 22087, 22088, 22089, 22090, 22185. Alla ricostruzione dell'antifonario smembrato, miniato e firmato da "Dominus Berardus de Teramo", si possono aggiungere altri sei fogli staccati oggi dispersi: Santo orante, forse Davide (variamente identificato come Giacomo, Tommaso o Cristo benedetto dal Signore) in iniziale D, all'incipit dell'antifona del primo notturno della celebrazione del Natale (Londra, collezione privata fino al 2003, poi collezione privata svizzera: Christie's, 24 novembre 1993, lotto 3; Diegelmann, Freuler 2008, 123, lotto 3411; Freuler 2013, II, 634); la Natività in iniziale H, all'incipit del terzo responsorio del primo notturno del Natale (num. orig. XXXXIX: dal 1925 collezione John Murray; collezione Lehman, in deposito presso il Metropolitan Museum di New York fino al 2004, poi collezione privata svizzera: Palladino 2003, 34-37, cat. 19; Freuler 2013, II, 634); l'Adorazione dei Magi in iniziale A, all'incipit della prima antifona delle lodi dell'Epifania (già collezione Murray; vendita Hoepli, 7-9 aprile 1927; vendita Hoepli, 11-12 giugno 1929: Salvoni Savorini 1932, 34, 36, fig. 4); il Battesimo di Cristo in iniziale B, all'incipit dell'ottava dell'Epifania (num. orig. LXXXVII: Catalogue d'une collection 1929, lotto 66; Salvoni Savorini 1933, 23); i santi Mauro e Placido in iniziale B, all'incipit della festa di san Mauro (15 gennaio: vendita Hoepli, 7-9 aprile 1927; collezione privata svizzera: Freuler 2013, II, 634-637); Isacco e Giacobbe in iniziale T, all'incipit della seconda domenica di Quaresima (Genova, collezione privata, dal 1974; già Roma, Libreria G. Cazzola: Tosatti Soldano 1980, 172-173, 176, Pasqualetti 2011, C-CI). Come nota Manzari (2016), la numerazione originaria presente nei fogli consente di ricostruire una successione diversa da quella più frequente, con due parti distinte contenenti il temporale e il santorale, e di rilevare invece come le feste di entrambi i cicli fossero alternate tra loro, seguendo l'ordine dell'anno liturgico: prima domenica di Avvento (f. 7r), Santa Lucia (f. 36v), antifona del primo notturno di Natale (f. 48r), terzo responsorio del primo notturno di Natale (f. 49r), santo Stefano (f. 57), Battesimo di Cristo (f. 87r), san Sebastiano (f. 115r), Purificazione (f. 129v), san Benedetto (f. 147r), Giovedì santo (f. 213r), Assunzione (f. [...]1v; essendo il numero parzialmente cancellato è anche possibile che il foglio facesse parte anche di un secondo o diverso volume). È, dunque, verosimile che il volume smembrato contenesse tutta la prima parte dell'anno liturgico, dall'Avvento fino alle feste precedenti alla Pasqua. Tre fogli di questo antifonario i santi Mauro e Placido, l'Adorazione dei Magi e il Battesimo di Cristo sono comparsi per la prima volta nei cataloghi di due aste organizzate da Ulrico Hoepli nel 1927 e 1929; in quest'ultimo gli ultimi due fogli vennero correttamente riferiti a Berardo da Teramo (Autographes 1929, pp. 9-10). I primi studi sulle pagine abruzzesi sono stati poi avviati grazie al catalogo della collezione Hoepli realizzato da Toesca nel 1930, in cui sono descritti sette degli otto fogli passati poi alla collezione Cini, dal momento che la Cattura di Cristo, inv. 22185, pervenne alla raccolta Cini nel 1940 con la seconda vendita Hoepli (minor) e solo nel 1958 fu inserita nel catalogo della collezione veneziana (Toesca 1930, 1958). Da subito l'importanza dei fogli Cini per la miniatura abruzzese venne segnalata da Salvoni Savorini (1931) che, come già Toesca, ne evidenziava i caratteri misti franco-italiani, e dopo essere stati esposti in varie mostre (1954, 1966, 1967, 1968, 1977), vennero riconsiderati da Bologna e Leone de Castris (1984, 297, fig. 17), che proposero però di attribuire l'Adorazione dei Magi già Hoepli all'altro importante miniatore teramano coevo, Muzio di Francesco di Cambio, autore della Bibbia miniata conservata in Vaticano (Biblioteca Apostolica Vaticana, ms. Vat. lat. 10220). Ricongiungendo al corpus di Berardo da Teramo anche quest'ultimo foglio, Ciardi Dupré dal Poggetto (2003) ha in seguito sottolineato le notevoli doti compositive e tecniche del miniatore, la cui figura iniziò ad essere approfondita dalla critica successiva, in particolare da Perriccioli Saggese che ribadì inoltre l'affinità nella produzione rispetto a Muzio di Francesco, spiegabile forse per una possibile collaborazione all'interno della stessa bottega (Perriccioli Saggese 2004, Manzari 2005, 193; Perriccioli Saggese 2005, 243; Leone de Castris 2006, 442-444; Perriccioli Saggese 2006, 547-548; Pasqualetti 2011, XCIX- CII; Manzari 2012a, 67-68). La critica è concorde nel sottolineare che i caratteri principali della miniatura di Berardo sono costituiti da componenti giottesche semplificate, affini a quelle presenti nella produzione umbra e bolognese, a cui di combinano motivi francesizzanti, in particolare nella fantasiosa decorazione marginale, frutto del contatto da un lato con la miniatura napoletana e dall'altro di certo legate alla presenza in Abruzzo di manoscritti e miniatori francesi in seguito alla conquista di Carlo I d'Angiò (Manzari 2005, 184-185). La vicinanza stilistica, più volte rilevata dalla critica, tra l'antifonario perduto e la miniatura all'incipit del Liber Censualis della cattedrale di Teramo, datato al 1348 (la data 1308 citata nella bibliografia precedente al 2004 è frutto di un refuso di Salvoni Savorini 1933, 22: Manzari 2005, 193; Perriccioli Saggese 2006, 547), permette di collocare anche l'antifonario di San Benedetto a Gabiano nel quinto decennio del XIV secolo (per il Liber Censualis: Rastelli, in Illuminare l'Abruzzo 2012, cat. 22). Secondo Manzari (2016) "Frater Mattheus" non sarebbe inoltre da interpretare nel senso di confratello, bensì nel senso letterale di fratello: l'arciprete Jacopo, raffigurato in veste di canonico, verosimilmente a capo del collegio dei canonici del duomo di San Flaviano, l'odierna Giulianova, fece cioè eseguire l'antifonario in memoria del fratello Matteo, preposito del vicino monastero benedettino di San Benedetto a Gabiano (odierna Gabbiano), al quale l'antifonario stesso era destinato. Ai due fratelli, e non a una generica committenza, apparenterebbe quindi lo stemma presente sui fogli invv. 22084, 22090, corrispondente a quello degli Agoult de Curbans, famiglia di origine provenzale che possedette importanti feudi in Abruzzo, dopo essere scesa in Italia al seguito di Carlo I d'Angiò, come conferma la presenza dell'insegna angioina. Notazione musicale: c. 1rv, quadrata (in inchiostro bruno (dieci righi) su pentagramma bruno (aggiunte successivamente linee rossa per il fa e gialla per il do) di mm 27 di altezza). Storia: Milano, Libreria Antiquaria Ulrico Hoepli fino al 1939; Venezia, Vittorio Cini 1939-1962. Iscrizioni: al recto: numero «107» a matita in basso a destra; al verso: numero «86» a matita in alto a sinistra e in basso a sinistra, numero «45» a matita al centro del margine inferiore, numero «16» in basso al centro, parzialmente coperto da una fascetta incollata; nell'angolo superiore sinistro numerazione originaria in inchiostro rosso «CXV». Illustratore: Berardo da Teramo (attivo in Abruzzo nel secondo quarto del XIV secolo; DBMI, 93-94). Possessore: Cini, Vittorio <1885-1977> (DBI, 25, 626-634). Possessore: Hoepli, Ulrico <1847-1935> (anche Hoepli, Johannes Ulrich; DBI, 61, 714-718). Luogo di copia: Abruzzo. Luogo di provenienza: Monastero di S. Benedetto a Gabiano . c. 1rv Autore: Chiesa cattolica (ACOLIT, 1, 133). Titolo identificato: Antiphonarium; con proprio del tempo e dei santi integrati. Al recto prima antifona del primo notturno della festa di san Sebastiano: "Sebastianus me/diolanensium par/tium civ[is]" (CAO 1968, III, n. 4844); "P[salmus]. Am[en]. A[ntiphona]. Seba/stianus dei cultor studiose curabat" (CAO 1968, III, n. 4839); "P[salmus]. Am[en]. A[ntiphona]. Ad hoc tantum sub / clamide" (CAO 1968, III, n. 1245); "P[salmus]. Am[en]. Vigilia II [nocturno]. A[ntiphona]". Al verso: "Clarissimis cotidie viris marcelliano et ma[r]/co suadebat" (CAO 1968, III, n. 1827); "P[salmus]. Am[en]. A[ntiphona]. Seba/stian[us] dix[it] marcelliano et marco" (CAO 1968, III, n. 4842); "P[salmus]. Am[en]. A[ntiphona]. Nolite timere" (CAO 1968, III, n. 3897); "P[salmus]. Am[en]. A[ntiphona] ad canticum T[ertia]. Ut vi/dit beat[us] Sebastian[us] ad letas dei [...] coronam deponere" (CAO 1968, III, n. 5298). Bibliografia a stampa: P. Toesca, Monumenti e studi per la storia della miniatura italiana. La collezione di Ulrico Hoepli, Milano 1930, 85-86, cat. 86, tavv. LXXVIII -LXXIX. Miniature di una collezione veneziana, commentate da P. Toesca, Venezia 1958, 36, cat. 131. P. Toesca, Italian Miniatures of the Renaissance. From the Collections of the Giorgio Cini Foundation, catalogo della mostra (Tehran, Italian Cultural Institute), Roma 1966, 20, cat. 25. 77 miniature italiane del Rinascimento dalla Collezione della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, catalogo della mostra (Tokyo, Ambasciata d'Italia; Osaka, Nihon Keizai Shimbun), s.l. 1967, cat. 25. M.G. Ciardi Dupre? dal Poggetto, Berardo da Teramo "miniatore". Un grande artista ritrovato, calendario 2004 della citta? di Teramo, Milano 2003. P. Palladino, Treasures of a Lost Art. Italian Manuscript Painting of the Middle Ages and Renaissance, New York 2003, 36, cat. 19. A. Perriccioli Saggese, Berardo da Teramo, in: Dizionario biografico dei miniatori italiani. Secoli IX-XVI, a cura di M. Bollati, Milano 2004, 93-94, qui 94. Illuminare l'Abruzzo. Codici miniati tra Medioevo e Rinascimento, catalogo della mostra (Chieti, Palazzo de Mayo), a cura di G. Curzi, F. Manzari, F. Tentarelli, A. Tomei, Pescara 2012, 201, cat. 21 (Rastelli). Le miniature della Fondazione Giorgio Cini. Pagine, ritagli, manoscritti, a cura di M. Medica, F. Toniolo, con la collaborazione di A. Martoni, Cinisello Balsamo 2016, 233-239, cat. 67d (F. Manzari). Fonti: Autographes, miniatures, manuscrits, incunables, livres illustre?s du XVIe au XIXe sie?cle, e?ditions de luxe, livres d ?art, reliures, Zurich, 11-12 juin, 1929. G. Salvoni Savorini, Gli affreschi della chiesa di S. Domenico in Teramo e l'attivita? dei miniatori locali nel XIV secolo, in "Abruzzo teramano", II (1932), 2, 31-38. G. Salvoni Savorini, Monumenti della Miniatura negli Abruzzi, estratto degli atti del convegno storico abruzzese-molisano (Casalbordino, 25-29 marzo 1931), Casalbordino 1933. Dizionario biografico degli italiani, Roma 1960-. Corpus Antiphonalium Officii, III, Invitatoria et antiphonae. Editio critica, a cura di R.J. Hesbert, Roma 1968. F. Bologna, P. Leone de Castris, Percorso del Maestro di Offida, in: Studi di storia dell'arte in memoria di Mario Rotili, Napoli 1984, 283-305. ACOLIT, 1, Bibbia, Chiesa cattolica, Curia romana, Stato pontificio, Vaticano, papi e antipapi, Milano 1998. A. Perriccioli Saggese, Berardo da Teramo, in: Dizionario biografico dei miniatori italiani. Secoli IX-XVI, a cura di M. Bollati, Milano 2004, 93-94. F. Manzari, Contributi sulla miniatura abruzzese del Trecento: il Graduale miniato da Guglielmo di Berardo da Gessopalena e la produzione della prima meta? del secolo, in: L'Abruzzo in eta? angioina. Arte di frontiera tra Medioevo e Rinascimento, atti del convegno internazionale di studi (Chieti, 1-2 aprile 2004), a cura di D. Benati, A. Tomei, Cinisello Balsamo 2005, 181-199. A. Perriccioli Saggese, Il Liber Censualis. Archivio Diocesano, in: Documenti dell'Abruzzo Teramano, VII.1. Teramo e la Valle del Tordino, Teramo 2006, 547-549. F.C. Diegelmann, G. Freuler, Buchmalerei des 13. bis 15. Jahrhunderts aus Schweizer Privatsammlung, Zu?rich, 18 Ma?rz 2008. C. Pasqualetti, Il Libellus ad faciendum colores dell'Archivio di Stato dell'Aquila. Origine, contesto e restituzione del "De arte illuminandi". Studio introduttivo, facsimile, testo e traduzione a fronte, Firenze 2011. F. Manzari, La miniatura abruzzese in epoca gotica e tardogotica, in: Illuminare l'Abruzzo. Codici miniati tra Medioevo e Rinascimento, catalogo della mostra (Chieti, Palazzo de Mayo), a cura di G. Curzi, F. Manzari, F. Tentarelli, A. Tomei, Pescara 2012, 58-88. G. Freuler, Italian Miniatures from the Twelfth to the Sixteenth Centuries, Cinisello Balsamo 2013. Recupero da catalogo (Le miniature Cini, 233-239, cat. 67d, scheda di F. Manzari). Fondo: Miniature. Lingue: Latino (c. 1rv). Soggetto: Antifonari. Legami tra manoscritti: inv. 22084, inv. 22085, inv. 22087, inv. 22088, inv. 22089, inv. 22090, inv. 22185. Codici di contenuto: libri liturgici. Iconclass: 11G angeli, 11H(SEBASTIAN)6martirio di San Sebastiano, 11P315(BENEDICTINES) ordini monastici, la vita monastica: Benedettini, 25F3 uccelli, 25FF422 drago, 31G31 l'anima lascia il corpo in forma di un piccolo essere umano, 48AA9823 elementi decorativi ~ esseri ibridi, 48C735 strumenti a fiato, 48C75 musicista con strumento. Catalogazione: Laura Zabeo. Data creazione scheda: 21 gennaio 2020. Data ultima modifica: 4 maggio 2022.