Descrizione
1281-1290 · membr. · Iniziale ritagliata da Antifonario · mm 305×233. Scrittura e mani: gotica libraria in inchiostro bruno. Decorazione: 1281-1290; al verso: iniziale istoriata A (Adorna t[halamum] tuum), con Presentazione al tempio: entro riquadro con cornice verde e gialla, e fondo blu con decori a biacca, si staglia la lettera dal corpo grigio da cui si sviluppano terminazioni fitomorfe spiraliformi dalle foglie rosse, blu e gialle che si prolungano nel margine; all'interno è la scena della purificazione della Vergine, che consegna Gesu? nelle mani del vecchio Simeone, con sullo sfondo, dietro l'altare, la sagoma del tempio su fondo ocra; ai lati sono raffigurati Giuseppe con una colomba in mano e un personaggio femminile, forse la sacerdotessa Anna, anche se di giovanili fattezze.; presenza di azzurro; Già Toesca considerò nel 1930 l'iniziale insieme al foglio Cini con la Presentazione al tempio, inv. 22014, all'epoca in collezione Hoepli, riconducendoli alla produzione dell'Italia settentrionale del XIII secolo, mettendo in risalto la discendenza della Vergine da modelli bizantini. Lo studioso precisò più tardi, nel 1958, un'assegnazione dei minii ad ambito bolognese di fine Duecento; una proposta solo parzialmente condivisa da Mariani Canova (1978), che, sulla traccia di Conti (1971, 1979) e di Garzelli (1974), li inseriva invece nel filone della miniatura toscana dell'ultimo quarto del Duecento: ipotesi accolta dalla letteratura successiva. La critica aveva infatti isolato un cospicuo corpus di codici e iniziali ritagliate prodotte da una ben distinta officina, improntata agli esiti del contemporaneo "primo stile" bolognese, ma operante in Toscana, realizzando prevalentemente libri d'arredo per i cori dei conventi mendicanti della regione (Orlandi 1965, 1966; Conti 1971; Garzelli 1974; Ciardi Dupre? dal Poggetto 1992; Labriola, in Arte a Firenze 2004; e posizioni critiche diverse sull'omogeneita? del gruppo v. Bollati, in Miniature a Brera 1997, pp. 102-103). Al tale nucleo stilistico appartiene ad esempio la serie di otto libri di coro di San Francesco a Pistoia (Neri Lusanna, in La Spezia 1996, pp. 208-212; 2011) in cui è evidente il duplice influsso su questa bottega, da un lato della miniatura bolognese del "primo stile" per schemi compositivi e per espedienti decorativi, dall'altro della pittura fiorentina dell'ultimo terzo del Duecento. In particolare tra le personalità isolate dalla critica Orlandi ha cirocscritto l'operato del "Maestro geometrico", cosidetto in virtu? delle peculiarita? nella costruzione e nell'ornato delle lettere, e Conti quello del "Maestro di Sant'Alessio in Bigiano", che privilegia un maggiore accenno naturalistico, risolto con tensione gestuale, visione delle scene dall'alto, quinte di vegetazione. Neri Lusanna (2016), "pur non escludendo che si tratti di un'unica personalita? attiva per un lungo lasso di tempo e assai prolifica", concorda nel mantenere entrambe le denominaizoni: "esse meglio sembrano dar conto dei caratteri stilistici salienti e affini di due miniatori che hanno segnato il trentennale percorso di un'officina libraria, attiva in e per la Toscana, forse esterna a un insediamento conventuale. Bottega probabilmente fiorentina (Garzelli 1974), in virtu? dell'attenzione verso artisti attivi alla decorazione musiva del Battistero, e di tendenza arcaizzante, tanto che Conti riteneva il suo Maestro di Sant'Alessio in Bigiano di formazione e di esiti pre-cimabueschi". Se Conti avvicinava le due miniature Cini al graduale agostiniano proveniente da San Lorenzo a Pistoia e poi trasferito in Sant'Alessio in Bigiano (ora diviso in due tomi: Archivio Diocesano, CXXV, 15, e Museo Diocesano, Sant'Alessio, 61), Garzelli (1974; e poi Seravalle, in La Cattedrale 1996, catt. 1-2), ne ipotizzava la provenienza dai libri di coro della cattedrale di Grosseto, mancando tra le iniziali asportate dal corale 196 proprio la Presentazione al tempio e l'Annunciazione. Secondo Neri Lusanna l'ipotesi non troverebbe però conferma da un esame autopico; con la mancata rispondenza delle misure rispetto alle altre opere note della bottega toscana, la proveneinza dei due ritagli resta ancora da identificare. Lo stile si colloca comunque nel nono decennio, proprio a ridosso dell'attività della bottega per i corali grossetani, eseguiti probabilmente tra 1278 e 1288, quando si attenua il modo piu? astratto e decorativo, prerogativa del "Maestro geometrico", e si afferma il fare piu? disteso del Maestro di Sant'Alessio in Bigiano. Nella storiografia relativa ai due minii, inv. 22011 e 22014, le due denominazioni si sono equivalse: Seravalle (2006), Giorgi (2004) e Labriola (in Arte a Firenze 2004) optano per l'appellativo di Maestro di Sant'Alessio in Bigiano; Giordani Canova (1978) per quello di Maestro geometrico, dal momento che la studiosa distingueva le due personalita?, cosi? come Bollati (in Miniature a Brera 1997, pp. 102-103), ritenendo «piu? scabro» il Maestro dei Corali di Pistoia, citta? in cui Ciardi Dupre?, nel mettere in risalto la committenza agostiniana dei codici di sant'Alessio in Bigiano, proponeva di poter ravvisare il loro centro d'irradiazione e una relazione con gli scriptoria del San Francesco di Cortona e di Arezzo (Degli Innocenti Gambuti 1977). Notazione musicale: c. 1rv, quadrata (in inchiostro bruno su tetragramma rosso di altezza mm 25). Storia: Milano, Libreria Antiquaria Ulrico Hoepli fino al 1939; Venezia, Vittorio Cini 1939-1962. Fotografie: New York, The Morgan Library and Museum, 171M. A matita sul verso in alto a sinistra «69»; sul recto in alto a sinistra «14» a penna; in basso a sinistra «2» e in basso al centro «40». Possessore: Cini, Vittorio <1885-1977> (DBI, 25, 626-634). Possessore: Hoepli, Ulrico <1847-1935> (anche Hoepli, Johannes Ulrich; DBI, 61, 714-718). Illustratore: Maestro di Sant'Alessio in Bigiano (o Maestro geometrico dei Corali di Santa Maria Novella; DBMI, 781-783). Illustratore: Maestro geometrico dei Corali di Santa Maria Novella (o Maestro di Sant'Alessio in Bigiano, ultimo quarto del XIII secolo; DBMI, 781-783). Luogo di copia: Toscana. c. 1rv Autore: Chiesa cattolica (ACOLIT, 1, 133). Titolo identificato: Antiphonarium; "Adorna thalamum tuum" e? il responsorio del primo notturno per la festa della Purificazione (CAO 1970, IV, n. 6051) alle antifone, che appaiono sul recto e verso del foglio: "Benedicta tu in mulieribus, Sicut myrrha electa odorem dedisti [suavi- tatis sancta Dei Genitrix]" e "[Ante torum hujus Vir]ginis frequentate nobis [dulcia can]tica dramatis [...]" (CAO 1968, III, nn. 1709, 4942, 1438). Pertanto il minio con la Presentazione al tempio doveva cadere nel verso della carta. Bibliografia a stampa: P. Toesca, Monumenti e studi per la storia della miniatura italiana. La collezione di Ulrico Hoepli, Milano 1930, pp. 21-23, catt. 11, 14. P. Toesca, Miniature di una collezione veneziana, commentate da P. Toesca, Venezia 1958, 13, 14, catt. 15-16. Museo Diocesano di Pistoia, catalogo a cura di M. Chiarini, Firenze 1968, 21, cat. 40 (Conti). A. Conti, Appunti pistoiesi, in "Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa", ser. III, I (1971), 109-124, qui 121-124. A.R. Garzelli, Miniature fiorentine del Duecento in "Arte Illustrata", 59 (1974), 339-350, qui 346. G. Mariani Canova, Miniature dell'Italia settentrionale nella fondazione Giorgio Cini, Vicenza 1978, 77, catt. V-VI. La Cattedrale di San Lorenzo a Grosseto: arte e storia dal XIII al XIX secolo, a cura di C. Gnoni Mavarelli, L. Martini, Cinisello Balsamo 1996, 119, cat. I (Seravalle). Miniature a Brera, 1100-1422: manoscritti dalla Biblioteca nazionale Braidense e da collezioni private, a cura di M. Boskovits, con G. Valagussa e M. Bollati, Milano 1997, 106 (Labriola). I manoscritti medievali delle provincie di Grosseto, Livorno, Massa Carrara, a cura di S. Bertelli, Firenze 2002, 35-40. L'arte a Firenze nell'eta? di Dante (1250-1300), a cura di A. Tartuferi e M. Scalini, Firenze 2004, 199 (Labriola). S. Giorgi, Miniatore di Sant'Alessio in Bigiano, in: Dizionario biografico dei miniatori italiani. Secoli IX-XVI, Milano 2004, 781-783, qui 782. E. Neri Lusanna, I libri miniati del Duecento a Pistoia, in: Pistoia. Un'officina di libri in Toscana dal Medioevo all'Umanesimo, a cura di G. Savino, Firenze 2011, 95-134, qui 133, cat. 51. Le miniature della Fondazione Giorgio Cini. Pagine, ritagli, manoscritti, a cura di M. Medica, F. Toniolo, con la collaborazione di A. Martoni, Cinisello Balsamo 2016, 151-154, cat. 24a (Neri Lusanna). Fonti: Dizionario biografico degli italiani, Roma 1960-. S. Orlandi, I libri corali di S. Maria Novella con miniature dei secoli XIII e XIV, in "Memorie Domenicane", n. ser. XLI, 82 (1965), III, 129-145; IV, 193-224. S. Orlandi, I libri corali di Santa Maria Novella con miniature dei secoli XIII e XIV, in "Memorie Domenicane", LXXXIII (1966), 52-58. Corpus Antiphonalium Officii, III, Invitatoria et antiphonae. Editio critica, a cura di R.J. Hesbert, Roma 1968. Corpus Antiphonalium Officii, IV, Responsoria, versus, hymni et varia. Editio critica, a cura di R.J. Hesbert, Roma 1970. M. Degl'Innocenti Gambuti, I codici miniati medievali della Biblioteca Comunale e dell'Accademia Etrusca di Cortona, Firenze 1977. M.G. Ciardi Dupre? dal Poggetto, I corali miniati agostiniani di Pistoia nel loro contesto duecentesco, Arte e spiritualita? degli Ordini mendicanti, Tolentino 1992, 185-194. La Spezia. Museo Civico Amedeo Lia. Miniature, a cura di F. Todini, Milano 1996. ACOLIT, 1, Bibbia, Chiesa cattolica, Curia romana, Stato pontificio, Vaticano, papi e antipapi, Milano 1998. Dizionario biografico dei miniatori italiani (secoli IX-XVI), a cura di M. Bollati, Milano 2004. Recupero da catalogo (Le miniature Cini, pp. 151-154, cat. 24b, scheda di E. Neri Lusanna). Fondo: Miniature. Lingue: Latino (c. 1rv). Legami tra manoscritti: inv. 22011. Iconclass: 73B4Presentazione di Gesù al tempio. Catalogazione: Laura Zabeo. Data creazione scheda: 21 gennaio 2020. Data ultima modifica: 26 gennaio 2021.