Il controllo disciplinare del Monte spettava ai rettori veneti, che secondo la qualità del delitto, istruivano il processo e pronunciavano la sentenza. I processi criminali relativi al Monte venivano istruiti a Venezia, che poteva delegare il podestà di Treviso, come dimostrano le carte più antiche di questo fondo e cioè i due fascicoli processuali a carico del massaro Antonio Dal Tio, accusato di intacco dal podestà (sec. XVII).
Gran parte della documentazione pervenuta è stata prodotta nel XVIII secolo.
Va segnalato in particolare il nuovo capitolare (a stampa) del 1769 (n. 616) preparato dopo che la revisione del vecchio da parte degli Scansadori lo aveva definito sorpassato.