Bene etnoantropologico materiale
macchina da scrivere

Dettagli

Collocazione specifica

Ecomuseo della paglia nella tradizione contadina

Localizzazione geografico-amministrativa attuale

MAROSTICA (VICENZA)

Uso

tenuta della contabilità - Giuseppe Pizzato, padre di Enzina, detto #Bepi Magansa#, gestiva un negozio di generi alimentari in Crosara di Marostica sin dal 1921. Per la fornitura di derrate, Pizzato veniva spesso pagato dai contadini della zona con matasse di treccia confezionate a domicilio utilizzando la paglia proveniente dai loro terreni coltivati a grano. Si creava in tal modo una specie di conto corrente in cui le monete di scambio erano costituite dalle trecce di paglia contro i generi non producibili direttamente dagli agricoltori. I contadini della zona collinare inoltre, preferivano vendere ai negozianti del posto le matasse di treccia che, diversamente, avrebbero dovuto portare con lunghi viaggi periodici fino alla pianura, alle fabbriche di cappelli di Marostica. I bottegai della zona, tra cui appunto G. Pizzato, si affiancavano così agli intermediari di professione, i #pacàri#. G. Pizzato, in particolare, dotato di notevoli capacità imprenditoriali, oltre alla drogheria, verso il 1930 avvia un piccolo laboratorio artigiano per la confezione di borse e cappelli dove lavoravano una decina di giovani operaie; senza interrompere peraltro la sua attività di intermediazione tra i produttori di trecccia e le fabbriche di Marostica, che si estende sino ai comuni di Lusiana e Conco

Cronologia Fabbricazione

1940 ante

Localizzazione geografico-amministrativa

VI, MAROSTICA

Materia e Tecnica

acciaio/gomma (fusione/ stampaggio/ assemblaggio)

Misure

cm 24 x 42

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