Bene etnoantropologico immateriale

Descrizione

La gondola è stata capovolta e viene controllato che le estremità della poppa e della prua trovino una collocazione corretta all'interno dei fori #busa# ricavati nel pavimento. È importante che ci sia spazio #’sogo# a sufficienza. Per questo, per trovare un assetto giusto, la squadra al completo composta da Roberto Tramontin capocantiere e tre aiutanti, alza a braccia la gondola per spostarla verso prua. Successivamente, su richiesta di Roberto Tramontin, l'aiutante Michele Pulliero misura gli spazi all'interno della #busa# di prua: “#Adesso ti ghe ne ga due e meso, giusto una oncia ti ga magnà...Cussì te saressi a quattro e mezzo, quindi ti ga mesa onsa de ’sogo#”. Valutata la scarsità dello spazio, Roberto Tramontin decide di alzare l'imbarcazione, mettendo una tavola sopra il cavalletto di prua su cui poggia. La stessa operazione di misurazione viene fatta all'interno della #busa# di poppa sempre da Michele Pulliero, il quale suggerisce di togliere i mattoni se non c'è spazio a sufficienza: “#Se pol cavar i matoni, mae che vada#”. Il ruolo di capocantiere di Roberto Tramontin, detentore del sapere sedimentato all'interno dello squero si esprime nella valutazione delle scelte più giuste evitando gli errori; il suo commento allora è: “#Sì sì, va ben, ma, ciò, se i cavo tuti se rabalta tuta ’a busa de novo#”. I ruoli all'interno dello squero appaiono ben definiti all'interno di una gerarchia basata sull'esperienza. Presente anche Mauro Barugolo, gondoliere committente della gondola, assieme al padre, ai due figli piccoli, alla suocera e a due amici. Il pubblico si mantiene in una posizione defilata per non intralciare le operazioni.

Dettagli

Denominazione

posizionamento nelle buche delle cime delle aste della gondola capovolta

Lavoro

piccola cantieristica

Verbale

Voce/i maschile/i 2 Modalità esecutiva modalità mista

Link scheda estesa

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