Bene etnoantropologico immateriale

Descrizione

Risolti alcuni impedimenti, la “liberazione della gondola dal #cantier#” è commentata da parte di Michele Pulliero esclamando “Oro, oro, oro, oro”. Le catene degli argani sono messe in azione e la gondola sollevata, è spostata verso i cavalletti grazie a dei binari fissati alle travi del tetto. Michele Pulliero cerca di coordinare il movimento della squadra, in maniera che il punto di appoggio della barca sia uguale sui due cavalletti: “#Ara che Roberto ’se in ordinata, però, Mateo, noialtri semo in sercio, gavemo da tirar#”. Per fare questo, la barca deve essere risollevata, e riposizionata sul cavalletto dalla parte della poppa. Tolti di mezzo cinghie e paranchi, la gondola allora è sollevata a forza di braccia. E per questa operazione è richiamato anche lo stagista francese che per il suo ruolo marginale, di visitatore straniero, apprendista alle prime armi, in posizione defilata sta fotografando la barca. I piccoli spostamenti di assestamento, mettono in evidenza come lo spazio dello squero sia esattamente a misura per contenere la gondola che con la punta della prua va a toccare le travi del soffitto. Roberto Tramontin: #Quea ’se a fio e qua ghe ’se un sentimetro e meso#. La fase di capovolgimento fa emergere anche la necessità di una azione coordinata da parte dei quattro artigiani che devono muoversi veloci e con attenzione ai contrappesi. Roberto Tramontin sollecita la conclusione lesta della rotazione, rivelando di sentirsi in prima persona responsabile della condizione della barca di cui parla in termini di essere vivente: #Dài, dài che ’a sofre#. La complessità dell'operazione mostra, inoltre, il ruolo di coordinamento e guida svolto da Roberto Tramontin, figura di riferimento essenziale per l'esperienza acquisita negli anni in squero.

Dettagli

Denominazione

Capovolgimento della gondola

Lavoro

piccola cantieristica

Verbale

Voce/i maschile/i 3 Modalità esecutiva modalità mista

Link scheda estesa

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