Bene etnoantropologico immateriale
Descrizione
Roberto Tramontin entra in merito alla questione del rapporto tra artigiano e cliente gondoliere affermando che si trova sempre un punto di incontro tra richieste anche bizzarre ed esigenze di statica, sicurezza, resistenza della gondola. #Do schei de mona# è una metafora efficace per esprimere il poco sforzo sufficiente a volte per lasciare soddisfatto un cliente. Comunque chi si rivolge al suo squero sa già in partenza cosa aspettarsi e cosa invece non può essere chiesto. La tecnica costruttiva consente una certa personalizzazione per esempio nella curvatura e quindi altezza della gondola. Mentre luso di legno massiccio per gran parte dello scafo non è derogabile per rispetto della tradizione dello squero. E il non utilizzo del compensato marino (che riduce la manutenzione necessaria) per il fondo, ha fatto perdere dei clienti i quali, pur a malincuore, si sono rivolti a uno squero meno legato alla tradizione. Nel caso della penultima gondola costruita ci sono stati dei problemi visto che è stata rifiutata dal cliente. Altrimenti si trova sempre un accordo. Per esempio il cliente di questa gondola vuole delle cose... #do schei de mona#, cioè cerchi di accontentarlo. In questo momento di costruzione, fare un po' più stretta o più storta una parte non mi costa niente. Se faccio contento il cliente acquisto punti. E poi lui fa pubblicità positiva, c'è un interesse reciproco. [?] Un gondoliere ha detto: Mi dispiace che non fai barche con il fondo in compensato marino. Allora è andato da Franco Crea. Ma sono sicuro che dentro #ghe rode#. Fa piacere che preferisce la mia, perché vuol dire che qualcosa nella vita sono riuscito....