Bene etnoantropologico immateriale

Descrizione

E.E. riflette sul significato del lavoro di fabbro artigiano, mettendosi anche in relazione con i suoi predecessori di qualche secolo o solo decennio fa. La soddisfazione principale consiste nel produrre manufatti, pezzi unici, che appagano e convincono in primis chi li ha realizzati. Così Ervas si compiace e rimane piacevolmente stupito per esempio nel ritrovare all’interno di una serratura antica dei piccoli dettagli (testa di drago, incisioni), invisibili all’esterno, e quindi realizzati solo per l’occhio e il gusto dell’artigiano: “E lì impari a vedere il tuo lavoro con un’altra ottica, che non è solamente fare un oggetto d’uso, ma diventa un oggetto che deve anche piacere a te e deve darti anche la soddisfazione di poterlo fare”. Le sollecitazione provenienti dall’industria però puntano verso la serializzazione della produzione per un abbattimento dei costi: “Ma se tu i tuoi pezzi li trasformi in un algoritmo?” A questo tipo di richieste ha sempre opposto la ricerca di soluzioni ogni volta uniche: “Per noi non hanno senso queste cose. Io ne ho di pezzi che potrei trasformare in algoritmo, ne ho una montagna. Ho avuto diverse richieste da parte di industrie o di “semi-industrie” di produrre dei campioni, di fare dei prototipi per determinate cose: non li ho mai fatti, mai voluto fare, proprio perché ognuno di noi è diverso dagli altri ed è giusto che abbia le sue cose”.

Dettagli

Denominazione

Passione del fabbro artigiano per il proprio lavoro

Verbale

Voce/i maschile/i 1 Modalità esecutiva alternanza vocale

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