Bene etnoantropologico immateriale
Descrizione
E.E. commenta e descrive un #ferro# di prua degli inizi del Novecento. Ci tiene a precisare come le definizioni date delle varie parti componenti sono solo invenzioni per turisti. Daltronde da gondola #de casada#, quindi mezzo di trasporto a servizio delle famiglie facoltose veneziane, si è trasformata ad uso quasi esclusivo dei turisti. La ricerca di aneddoti e storie accattivanti è funzionale a questo tipo di impiego contemporaneo a favore di un turismo veloce. Cosa possiamo dire? Che non esistono nomi particolari. Però, per i turisti si sono inventati varie storie, e allora questi sono i sestieri, questo è il cappello del doge, questo qui, #el carosso# qua, raffigurerebbe il Canal Grande, questo dente dietro la giudecca, questo qua il ponte di Rialto... e allora noi raccontiamo le storie ai turisti e loro sono tutti contenti e noi anche, insomma! Poi, altra storia, che questo è lascia degli inquisitori e altre storie... questa rappresenta la laguna di Venezia...ognuno si è inventato una storia e come tale la racconta, insomma. (...) il #carosso# è il ferro che gira attorno alla prua. Questa è la pala e questi sono i denti. (...) Viene a pesare dai dodici ai quattordici kg. (...) Prima dellOttocento erano più grandi, poi sono diminuiti come altezza. Questo è dei primi Novecento. Poi hanno cambiato ancora il disegno, lhanno abbassato, tanto è vero che io ho le sagome dei ferri più antichi e dei ferri più moderni, la sagoma della pala è diversa, proprio.