Bene etnoantropologico immateriale
Descrizione
R. C. descrive le collezioni presenti all'interno del Museo Civico della Navigazione Fluviale di Battaglia Terme. Al piano inferiore, è la prima sala nella quale sono visibili i modellini in scala, fra cui un modellino scomponibile dell'ossatura dello scafo di un burcio realizzato a scopo didattico, e i disegni tecnici relativi alle imbarcazioni adibite al trasporto di merci e persone. Tra i disegni, sottolinea l'importanza di quello relativo al burcio, realizzato da un esperto, R.P., attraverso un rilievo diretto effettuato su una di queste imbarcazioni. Descrive poi i grandi timoni fissati alle pareti sottolineandone le dimensioni e le caratteristiche tecniche. Tra gli attrezzi esposti, sottolinea le pompe di sentina e la sessola per eliminare l'acqua dallo scafo. Completano la sala alcune immagini di diverse tipologie di imbarcazioni fluviali, fra le quali è quella relativa al barchetto corriera che faceva servizio sia per le merci sia per i passeggeri da Abbiategrasso a Milano.
Nella seconda sala sono esposti attrezzi relativi alla cantieristica raccolti da R.C. in sei diversi cantieri, fra i quali ricorda quelli di San Pietro in Volta, Adria, Limena, Noventa di Piave. A corredo dei materiali sono esposte fotografie relative ai diversi cantieri e alle modalità di lavorazione e varo delle imbarcazioni. Tra gli oggetti esposti sono anche i cavalletti usati dai segantini per appoggiare i grossi tronchi da segare. Ricorda, in proposito, che da bambino ha visto lavorare questi artigiani quando si recava nei cantieri navali con il padre. I segantini tagliavano il tronco in tavole dopo averlo scortecciato e aver segnato la linea di taglio mediante uno spago intinto di terra rossa bagnata. L'uomo che stava sopra il tronco guidava la lama sopra il legno, quello che era sotto tirava giù, però la lama, segando, si surriscaldava e allora bisognava lubrificarla con la cotenna del maiale.
Altri strumenti utilizzati dai maestri d'ascia, come chiodi, martelli, sono collocati lungo le pareti dove spiccano due grandi trivelle utilizzate per fare la linea d'asse delle barche a motore da mare. Con tali trivelle, dotate di punte simili a quelle del tornio, il maestro d'ascia ricavava nello scafo il primo foro all'interno del quale si collocava l'astuccio metallico entro cui sarebbe passato l'asse.
Altri attrezzi erano invece utilizzati dal calafato, in particolare, gli scovoli, pezzi di legno ai quali erano fissati brandelli di lana, unico materiale a resistere al calore della pece #pegoea# che veniva distribuita sullo scafo per renderlo impermeabile. Ricorda che i barcari eseguivano a bordo questa operazione e che il padre gli raccomandava di accertarsi che la pece fosse abbastanza calda prima di distribuirla sullo scafo sputandoci dentro, la pece non era pronta all'uso finché la saliva non #fritega#.
La terza sala è dedicata alla vie navigabili e alle merci trasportate. Molte sono le immagini che documentano tali attività: da quelle relative al trasporto del legname fino a quelle che mostrano le imbarcazioni trasformate in navi ospedale durante la prima guerra mondiale.
Un discorso a parte merita il trasporto del grano e della farina che da Venezia e da Chioggia iniziava un lungo viaggio, caricata sui trabaccoli, alla volta di molti porti italiani da Bari fino alla Sicilia. Nella sala sono esposti diversi diorami in modo che il visitatore possa rendersi conto con la massima evidenza ciò che i barcari incontravano durante la navigazione: i mulini natanti, il ponte a bilancia, il traghetto a pendolo. Si sofferma ad illustrare il funzionamento dei ponti di barche che dovevano essere attraversati dopo che i pontieri avevano aperto una o più pontate a seconda della corrente: se vai controcorrente - precisa - è più facile, basta un colpo di timone, se invece andavi a seconda era molto più difficile stare al timone e allora aprivano più di una pontata.
Un modello di grandi dimensioni mostra il funzionamento dell'ascensore d'acqua, realizzato a Battaglia Terme nel 1923 ed inaugurato da Benito Mussolini. Unico in Europa, venne realizzato dopo lunghi studi ed era manovrato con un sistema manuale senza ricorrere all'energia elettrica.
Sono presenti alcuni oggetti del Genio civile, come lumi ad olio, utilizzati per segnalare le piene.
Una campionatura delle merci trasportate completa la sala.
Nel piano superiore è la sezione dedicata alla propulsione a remi e a vela, è esposto, fra l'altro, un remo corto da burcio utilizzato con la barca carica, mentre con la barca vuota si ricorreva ad un remo più lungo di circa un metro e mezzo. Una vasta campionatura di #feramenta# per l'alberatura, ganci, bozzelli,#màncoli# documenta la vasta tipologia di attrezzature necessarie ad effettuare le diverse manovre con le vele. In una seconda sezione sono esposti strumenti per la propulsione meccanica quali eliche, alberi di trasmissione. Al centro della sala domina la ricostruzione dell'albero maestro di un burcio completo delle #feramenta#, delle sartie catramate lunghe oltre 11 metri e dei paranchetti.
Infine, è la sezione dedicata alla vita di bordo dove sono esposti oggetti quotidiani e la cucina a mezza barca con il braciere, #fogàra# e la parigina, la stufa per il riscaldamento della stanza del capobarca. In questa area è, infine, una rara immagine di barcari in gita perché per i barcari non esistevano giorni di festa.