Bene etnoantropologico immateriale

Descrizione

R. C. racconta di come si è giunti alla creazione del museo della navigazione fluviale. “Ho dedicato trenta anni della mia vita a questa storia che inizia nel 1979, dopo una mostra fotografica effettuata a Battaglia Terme sulla storia dei barcari” . La pubblicazione del libro “Canali e burci”, mise in evidenza che il linguaggio dei barcari era un linguaggio di cui non c’era traccia sui dizionari della marineria italiana. Partendo da questo presupposto, insieme ad altri amici, pensò di proseguire il lavoro. Il problema era, tuttavia, che, a quel tempo, aveva già smesso di navigare da ben 14 anni e, come si dice #Quando che ’na roba no’ te serve te ’a meti sua camera dei salami#, non ricordava i nomi degli attrezzi, pensò quindi che raccogliendo dai vecchi barcari l’attrezzatura e i materiali connessi con il mestiere, avrebbe potuto più facilmente ricordarne i nomi e ricostruire il passato. Nel frattempo, il Comune aveva messo a disposizione lo spazio per immagazzinare i pezzi raccolti nell’edificio che aveva ospitato il macello. Con l’aiuto di F.S., inizia così il lavoro di individuazione del lessico relativo ai beni raccolti, è a questo punto che si fa strada l’idea del museo. I fondi erano pochi decide, tuttavia, di smettere con il lavoro di autista che nel frattempo aveva intrapreso anche se era già in pensione, per dedicarsi a questa iniziativa.

Dettagli

Denominazione

Storia della nascita del Museo Civico della Navigazione fluviale

Altra occasione

testimonianza raccolta su richiesta

Verbale

Voce/i maschile/i 1

Link scheda estesa

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