Bene etnoantropologico immateriale
Descrizione
Lattività di pesca tra i barcari non era molto diffusa, anche perché il pesce costava pochissimo. Si compravano le sarde a Chioggia, si friggevano e si mangiavano con la polenta o su cucinavano in #saór#. A Chioggia si acquistava anche il pesce che non era commerciabile e da cui veniva fuori una zuppa da leccarsi i baffi; si trattava di piccoli pesci che venivano messi in pentola, fatti bollire finché se distrugeva, dopo col passino mandavi giù le ultime polpette e ci restava la spina sopra, ma veniva fora una zuppa. Lalimentazione era costituita da altri alimentI: #noialtri se magnava# il baccalà, #fasói#, luganega, pancetta , la carne, invece, si mangiava raramente anche perché cerano difficoltà nella sua conservazione. In genere, secondo la zona, il punto dove ti trovavi dovevi fare gli acquisti. #In canpagna compraimo patate, i fasói, e suche#, con queste ultime si preparava un ottimo risotto la cui procedura era simile a quella seguita per cucinare pasta e fagioli #un fia de pesto de lardo, un fia de segoea e dopo i tochi de suca fin che i se distruseva e dopo vegneva condensato, jera come na crema e te butavi dentro el riso#. Formaggi non se ne consumavano, lunica cosa che si poteva conservare era il burro: si prendeva un pacchetto de burro e si metteva nellacqua, su una ciotola dacqua e cambiavi lacqua tre, quattro volte al giorno . Linformatore ricorda in proposito che quando eravamo #putei# mia mamma faceva il caffè, che era caffè dorzo e citrato Leone, acqua nera, allora mia mamma, perché noialtri bambini #magnassimo un fia de grasso e ghe# metteva un cucchiaino di burro in ogni scodella. Qualche volta si mangiava anche la verdura mio papà una sera vedo che va lungo largine camminando e poi viene in barca con un mazzo de verdura, era rucola selvatica che si consumava in insalata. In barca si portava anche la #fiasca# di vino e, tra i barcari, cerano dei gran bevitori. Il pane si conservava perfettamente anche sei mesi dentro un grande bidone da 50 chili con il coperchio a vite, che era quello nel quale vendevano il carburo. Un tipo di pane fatto ad anello, #bussolai#, veniva conservato invece sottocoperta, infilato in due grandi anelli di corda. Le scorte alimentari venivano tenute in barca allinterno di un cassone lungo circa tre metri e alto circa 90 centimetri e diviso in tre scomparti: uno per la pasta, uno per altri alimenti e lultimo, il più piccolo, dove il marinaio metteva la sua biancheria pulita. Frutta se ne mangiava pochissima e i dolci non sapevamo neanche cosa fossero. Qualcuno faceva a bordo la #fugàssa#: pane con un po di zucchero, un po di uvetta. La nostra, conclude, era una bella cucina se faceva il risotto con le seppie, il pesce in tante maniere, se faceva tutto