Bene etnoantropologico immateriale

Descrizione

Un sistema utilizzato per sapere da dove la barca imbarcava acqua, consisteva nel chiudere alcuni fori che c’erano nella stiva, nelle piane, in modo da vedere “dove cresceva” il livello, grazie anche al fatto che lo scafo a mezza barca aveva un’insellatura, in questo modo si poteva verificare se l’acqua proveniva da prua o da poppa. L’informatore, ricorda poi che vi era anche un altro sistema, che era quello di appoggiare l’orecchio allo scafo e ascoltare il "rigolìo" dell’acqua che entrava. Una volta individuata l’area da cui filtrava l’acqua, si preparava il #tamiso#, il setaccio, e si faceva il #bevarón# che consiste in “segature messe dentro al setaccio col manico” che veniva passato in corrispondenza della zona da cui l’acqua filtrava, in questo modo si chiudeva provvisoriamente la fessura che #se gà orbà#. Quando la barca stiva era vuota si poteva controllare sui #filàri#, chimenti, dove la segatura si era fermata e capire che quello era il punto in cui c’era la falla. Per chiudere la fessura si doveva fare il calafataggio che, in via provvisoria, poteva essere fatto anche dallo stesso barcaro utilizzando un #fèro da soprèsso#, una sorta di ferro da stiro, che si metteva ad infuocare sulla cucina e che veniva passato sulle fessure per #stagnare i #gióssi#, ossia stagnare le gocce d’acqua.

Dettagli

Denominazione

Sistema di chiusura delle fessurazioni dello scafo

Altra occasione

testimonianza raccolta su richiesta

Verbale

Voce/i maschile/i 1

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