Bene etnoantropologico immateriale

Descrizione

La caccia con lo #s'ciopòn# veniva effettuata con una spingarda lunga circa 3 metri poggiata sul trasto dell’imbarcazione e legata, mentre il cacciatore si sdraiava sul #pagiòl# e andava con la barca controvento spingendo con dei piccoli remi #remeti#, altrimenti la cacciagione scappava via. Per attirare le prede si utilizzavano richiami finti, legati con uno spago ad una pietra in modo da fermarli sul fondo della laguna, e richiami vivi di vario tipo: #fóleghe#, germani, #masorìni#, anatre. C’era chi viveva con questo mestiere e chi lo faceva per sport. Si cacciava d’inverno. Altre varianti di questa caccia consistevano nel fare un cerchio di canne e nel posizionarsi all’interno del cerchio con la barca, oppure ci si nascondeva tra la paglia su un dosso di barena, vi si posizionava il fucile, i cacciatori “si sdraiavano e aspettavano le prede”; altri utilizzavano una botte vecchia piantata nel fango. La laguna era una zona adatta per questa caccia.

Dettagli

Denominazione

Caccia con il #sàndolo a s’ciopòn#

Altra occasione

testimonianza raccolta su richiesta

Verbale

Voce/i maschile/i 1 Modalità esecutiva alternanza vocale

Link scheda estesa

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