Bene etnoantropologico immateriale

Descrizione

Agli inizi del ‘900, nel 1925, il nonno dell'informatore, un barcaro dell’Adige, che erano detti “adesànti” e considerati i barcaioli migliori in quanto la navigazione lungo l’Adige era particolarmente difficile, giunge a Battaglia da Piacenza d’Adige. Battaglia, in quegli anni, attirava molti barcari perché vi si poteva lavorare tuto l’anno. L’acqua infatti si poteva “registrare” e “quando c’erano le magre, le secche facevano il mezzo carico, ma sopravvivevano”. Il nonno arriva a Battaglia insieme a quattro fratelli ciascuno con moglie e cinque figli. Dai primi del ‘900 e fino agli anni ’50 sono stati registrati a Battaglia 35 cognomi di barcari. Battaglia è il paese dei barcari. L’equipaggio del burcio, al tempo in cui navigava il nonno dell’informatore, era costituito da quattro persone: il capobarca #paròn#, il marinaio, il mezzo marinaio e il mozzo che non aveva stipendio, mangiava e imparava l’arte. Al tempo del padre, finché non venne installato il motore a bordo, nel 1952, erano in tre, poi in due.

Dettagli

Denominazione

Storia della famiglia Cappellozza

Altra occasione

testimonianza raccolta su richiesta

Verbale

Voce/i maschile/i 1

Link scheda estesa

Scopri di più