Bene etnoantropologico immateriale

Descrizione

Si utilizzavano strumenti a mano: la sega, l’ascia, la pialla a mano, il #segàsso#, i #feri# da calafataggio, il #màgio#. Uno strumento importante era la #casséa da inbolo# all’interno della quale in diversi scomparti era della terra rossa, una spugna e un filo di lana che veniva impregnato di terra bagnata mediante la spugna. Si utilizzava per tracciare la linea di taglio sui tronchi piantandovi due chiodi sulla superficie e tirando il filo che, una volta messo in tiro, si pizzicava in modo che lasciasse un segno sul legno lungo il quale si effettuava il taglio; questa procedura si chiamava linea di #inbolo#. “L’ascia è uno strumento un po’ delicato, un po’ pericoloso e bisogna sapere cosa si adopera, non bisogna parlare in giro”, bisogna fare molta attenzione perché se ci si distrae “ è facile tagliarsi un piede”. Si può adoperare con entrambe le mani, una più bassa e una più alta, per tagliare, oppure si può mettere sotto l’ascella per tenerla ferma e si tiene il pezzo da tagliare con la mano. Ci sono poi asce più piccole, come l’ #assetta# l’ascia da carpentiere, che si impugna con una sola mano. Per imparare ad usarla bisognava avere almeno 16 anni, anche se ”più presto impari meglio è”. Per spianare le tavole erano utilizzate pialle di dimensioni diverse, a seconda del lavoro da fare. Per piallare le parti interne si usavano #pialle a bastòn#, mentre per ricavare incavi erano utilizzate le #sgubie#, sgorbie.

Dettagli

Denominazione

Gli strumenti dello #squerariòl#

Altra occasione

testimonianza raccolta su richiesta

Verbale

Voce/i maschile/i 2 Modalità esecutiva alternanza vocale

Link scheda estesa

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