Bene etnoantropologico immateriale

Descrizione

Dopo un breve periodo come barbiere, l’informatore racconta che, a 12 anni decide di andare in cantiere per fare lo #squerariòl# e inizia il suo apprendistato presso lo #squèro# di Mario Tramontin, cugino di Nedis, alla Giudecca. Il cantiere esiste ancora oggi, ma non c’è più lo scalo al posto del quale è stata fatta una banchina alta e una gru. A 12 anni partiva da Burano alle 6 e mezza e arrivava alla Giudecca alle 8 del mattino per raggiungere il cantiere che si trovava sul lato sud, mentre, sul lato opposto, è una zona nella quale sorgevano molti magazzini: del sale, delle corde, del ferro, del grano perché il fondale, abbastanza profondo, consentiva l’attracco delle navi alla banchina; il versante sud era invece occupato da orti, giardini e cantieri navali almeno dal ’700. All’inizio “ti davano subito un martello, un chiodo e ti facevano aggiustare un #pagiolo#; oppure si puliva il fondo delle gondole mettendole di fianco. A 14 anni va a lavorare presso i cantieri navali Cinti e, a quasi 15 anni, torna a Burano a lavorare nel cantiere di Antonio Amadi. Nel cantiere si costruivano imbarcazioni piccole: #sàndoli#, #topète#, barche da passeggio, #s’ciòponi#, caorline, #topi# e la #batèa buranèa#. Nel cantiere si realizzavano anche le forcole dritte. Le forcole da gondola erano fatte invece da uno specialista, mentre quelle delle altre imbarcazioni le facevano gli stessi carpentieri in cantiere, i quali realizzavano anche i remi. Nel cantiere ti insegnavano prima di tutto “ a fare i #pagiòi#, #pituràr#, #stucàr# non è che si stava con le mani in mano, ti imparava il mestiere”. Ricorda, infine, che il rapporto con il maestro nel cantiere di Burano era bellissimo, ed anche la bravura dei quattro fratelli del maestro che vi lavoravano. Oltre che a Burano, un’ altra località dove si producevano imbarcazioni era San Piero in Volta, dove si costruiva la #sanpierota#, anche a Pellestrina si costruivano imbarcazioni, ma sono molto diverse da quelle lagunari perché vengono utilizzate per andare in mare a pescare, sono infatti più grandi e più tozze. La #sanpierota# viene chiamata così dai veneziani, mentre a San Piero in Volta la chiamano #batteeta#.

Dettagli

Denominazione

Apprendistato dello #squerariòl#

Altra occasione

testimonianza raccolta su richiesta

Verbale

Voce/i maschile/i 2 Modalità esecutiva alternanza vocale

Link scheda estesa

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