Bene etnoantropologico immateriale
Descrizione
S.B., titolare dellunico battiloro artigiano esistente attualmente in Italia, ne racconta lattività e la storia. Lazienda è a conduzione familiare, attualmente le persone che vi lavorano sono nove, di cui quattro appartengono alla famiglia, i restanti sono dipendenti. Il numero degli addetti è diminuito di tre unità rispetto agli anni Novanta. In questi ultimi anni, per ampliare il mercato del prodotto, si è cercato di diversificare lambito di applicazione della foglia doro che, in passato, era utilizzata principalmente per i vetri di Murano, in particolare per le tessere dei mosaici e per le dorature in genere, comprese le dorature decorative della gondola. Nel 700 a Venezia, gli addetti del settore erano circa 300, loro era infatti ampiamente utilizzato anche per decorare le pietanze fino a che un doge emise un editto per limitarne luso per evitare che le famiglie eccedessero nella doratura dei cibi in occasione dei matrimoni. Con la decadenza della Repubblica, ai primi del 900, non vi era più nessun battiloro. Lattività dellazienda inizia verso gli anni 20, quando dei parenti di mio papà rivendevano la foglia ed hanno detto, perché invece solo di venderla non ricominciamo a produrla ?; hanno chiamato un battiloro dal Piemonte che ha insegnato loro la tecnica settecentesca e, dal 1926, è stato aperto il laboratorio di battiloro. Fino al 1966 è stato di proprietà dei Rivani, quando la signora e i figli sono morti in uno dei più grandi incidenti stradali del tempo, il laboratorio è passato in successione a dei fratellastri; uno lavorava con il padre dell'attuale titolare, Mario Berta, al quale il laboratorio è stato ceduto nel 1969. Il laboratorio porta ancora oggi il suo nome.