Bene etnoantropologico immateriale

Descrizione

Video intervista a Fulvia Zandanel, che mostra un depliant con esempi di sue realizzazioni. Lei produce in particolare lampade. Indica un fregio in lamiera sbalzata e traforata. Descrive la tecnica di lavorazione della lamiera come lunga. Bisogna scegliere lo scalpello con la curva giusta di taglio e se non c'è in officina, lo si fa direttamente. Le macchine base quali le presse, il maglio, le seghe erano presenti anche quando lei ha iniziato il lavoro in officina. Una nuova introduzione è stata invece la piegatrice per fare le scatole che ha consentito di velocizzare notevolmente il lavoro. Prima il risultato era anche più approssimativo. Mostra sul depliant una insegna di albergo di sua produzione. È il titolare sig. Candeago comunque a decidere tutto: la forma e il colore. Lo definisce un vero artista. Lei preferisce la fase della vera e propria forgiatura. Le dà molta soddisfazione lavorare il ferro caldo. Quello è il centro del lavoro. Poi si assembla, ma è un momento secondario. Mostra una lampada dal depliant come esempio di lavoro ben realizzato. A lei dà molta soddisfazione riuscire a modellare il ferro, farlo diventare di una determinata forma. Le martellate si devono notare, ma non troppo altrimenti il risultato sembra quasi finto. Mostra degli esempi di piccole inferriate. Sono i suoi colleghi, non lei, ad occuparsi dell'installazione nelle case degli elementi prodotti. Nel depliant lei non appare in foto, sono rappresentate invece altre donne che disegnano. Fulvia riconosce di aver cercato di evitare il fotografo quando questo si è recato nell'officina per il reportage. Le foto che le ha scattato mentre saldava con gli occhialoni sono state scartate, ma comunque non si sarebbe riconosciuta. In alcuni ferri antichi lavorati ha visto la tecnica di saldatura con ferro caldo che era alquanto difficile da realizzare dovendo arroventare il ferro e poi lavorarlo a martello. Loro utilizzano la saldatura a ossigeno che scioglie il ferro. Evitano invece quella elettrica. Usano la forgia a gas che è più veloce di quella a carbone. La tendenza ora è quella di velocizzare i tempi, quindi le saldature nei punti in cui non si vedono non sono curate. Le è capitato comunque di vedere manufatti vecchi non realizzati con cura. La sua percezione è che, soprattutto negli anni '50/'60, i lavori non fossero ben fatti. Non si curava l'estetica, le saldature per esempio non erano celate. Il loro modo attuale di lavorare invece è molto diverso. Molto più attento e rifinito. Coglie una moda che sembra favorire oggi il ferro battuto. Il problema è che per realizzare manufatti in ferro battuto ci vuole molto lavoro e questo rende i prodotti proibitivi a livello di costi. Per cui la gente tende ad accontentarsi di oggetti che sembrano belli, ma un occhio esperto nota il dettaglio non ben curato. Candeago comunque è rinomato nel suo ambiente. La clientela è facoltosa. Tutto quello che esce dalla sua officina deve essere ben realizzato altrimenti lo fa rifare. Lei prova soddisfazione quando un lavoro riesce completamente bene. Le capita di guardare con occhio critico i manufatti di ferro che vede in giro. Il problema principale d'altronde è il tempo che richiede un lavoro ben eseguito. Tutti i manufatti escono con il marchio dell'officina Candeago, non appare in nessun modo il riferimento al fabbro che l'ha prodotto. Per il suo matrimonio ha realizzato 110 rose in ferro, lavorando durante l'intero mese di ferie, nell'officina di Candeago. Il lavoro presso l'officina doveva essere inizialmente temporaneo. Poi invece si è appassionata. L'ha aiutata molto il fatto che suo marito lavorasse già lì. Lui lavora il ferro da 20 anni. Capita parlino di lavoro, di problemi da risolvere anche a casa. E lui la consiglia. Ora è in gravidanza. Ha scelto di continuare a lavorare anche se il medico del lavoro le aveva suggerito di rimanere a casa da subito. Il lavoro in officina infatti non è conciliabile con una gravidanza per le polveri, per la fatica. Lei si sente molto coinvolta nell'attività, la sensazione è che abbiano bisogno di lei. Ha chiesto quindi di cambiare settore lavorativo occupandosi di fasi meno faticose. Era comunque libera di interrompere l'attività già dal secondo mese di gravidanza.

Dettagli

Denominazione

storia di lavoro / attività fabbrile di Fulvia Zanandel

Altra occasione

testimonianza raccolta su richiesta

Verbale

Voce/i femminile/i 1 Voce/i maschile/i 1 Modalità esecutiva alternanza vocale

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