Bene etnoantropologico immateriale
Descrizione
Sergio Bianchi descrive la tecnica di produzione delle chiavi prodotte con tre pezzi di metallo lavorati distintamente e poi uniti. Con una lamiera arrotolata si realizzava il gambo della chiave. La testa era forgiata a mano o acquistata da delle fonderie che la producevano in ghisa. Lui ha ricordo di fonderie della Liguria. La #mappa# (parte terminale della chiave) era ricavata da un pezzo di ferro battuto manualmente e poi tagliato con la trancia. I tre pezzi venivano successivamente assemblati: la testa era infilata nella canna e la mappa era fissata con del filo di rame. 100\150 chiavi, così formate, erano quindi collocate all'interno di una scatola di ferro che veniva poi ricoperta con del carbone ardente. Il rame sciogliendosi si infilava negli spazi vuoti saldando le tre parti. Si otteneva così una chiave a pezzo unico, che doveva poi essere rifinita con la lima. Le chiavi prodotte in questo modo erano #femmine# non occorreva quindi forare la canna con il trapano. La chiave #femmina# si caratterizza perchè è più #segreta#, più sicura di quella #maschio#. A Cibiana qualche laboratorio produceva anche serrature. La testa della chiave può variare di forma, mentre la mappa deve rispettare delle misure precise dettate dalla serratura. Mostra dei #creatori# che servono per realizzare lo stampo per le chiavi. I #creatori# sono delle sagome piene di chiave che vengono impresse battendo con la mazza sulla superficie di un massello di acciaio arroventato appoggiato sulla #berta# basamento di ferro. A partire dagli anni '70, come "RB Stamperia" hanno iniziato a frequentare le fiere a Milano, a Colonia, ampliando così il bacino della clientela e arrivando con i loro prodotti anche all'estero: Francia, Inghilterra, Germania, Russia, Iran e molti altri ancora. Descrive alcune fasi della realizzazione manuale di una chiave: la chiave era abbozzata per battitura a caldo sull'incudine. La mappa era successivamente sagomata sempre per battitura. La testa era appoggiata su un controstampo e forata con un punteruolo. Il buco veniva allargato infilandoci il corno dell'incudine e battendo attorno il perimetro. Afferma che l'abilità del fabbro sta nella velocità e precisione dei colpi inferti sul ferro caldo. Parla della parte della chiave definita #segreto# che consiste nella sagomatura particolare della mappa diversa per ogni serratura. Le chiavi vengono consegnate con la mappa grezza, poi le ferramenta lavorano il segreto adattandolo al modello richiesto dal cliente. Al giorno d'oggi una serratura può avere 50\60 tipi diversi di segreti.