Bene etnoantropologico immateriale
Descrizione
Alla fine degli anni Settanta per interessamento di Nino Vergerio la ditta Corriani riceve l'incarico di restaurare la cancellata in ferro battuto di Mazzucotelli realizzata per la cappella espiatoria di Monza. È un incarico rilevante da tutti i punti di vista. Arrigo analizza il manufatto in tutte le sue componenti costruttive, spiega come è stato costruito e quali sono gli agenti che hanno portato al suo degrado. Ha accanto a sè una grande foto in b/n e mostra come sono stati realizzati alcuni detta gli della cancellata. Usa termini tecnici quali #cinfrinare#, #ferro dolce#, #messo in bianco# e #imbutitura#. Spiega in che cosa è consistito il loro intervento di restauro, ovvero nella sostituzione degli elementi realizzati da Mazzucotelli con tecnica a sbalzo su ferro, con elementi realizzati sempre a sbalzo ma con fusioni in rame che è più semplice e soprattutto più resistente all'ossido di carbonio e all'anidride solforosa. Dalle tracce di patina che ancora si vedono sui resti di Mazzucotelli spiega come questi aveva protetto il manufatto e qual'è l'azione del minio, o ossido di piombo miscelato con olio di lino cotto, sul ferro. Mostra anche alcune tracce di dorature date con oro a foglia. Spiega quindi tutte le fatiche dell'intervento, contatti, preventivi, viaggi, emozioni e timori. Hanno lavorato per circa 8 mesi una decina di operai per un prezzo di 75 milioni di vecchie lire. Questi soldi sono serviti a ristabilire definitivamente le sorti della ditta.