Bene etnoantropologico immateriale
Descrizione
Giampaolo Basei racconta come ha iniziato a lavorare da apprendista, a 15 anni, in una officina perchè non voleva continuare a studiare. Ha cominciato presso l'officina di Candido Corriani a Lentiai. L'ha indirizzato lì il nipote del titolare che era suo insegnante nell'istituto professionale di Mel. Da subito la sua intenzione è stata quella di mettersi in proprio. Fare il fabbro gli consente in questo senso di avere una attività creativa, autonoma e senza padroni. A 20 anni ha fatto il militare nel corpo degli alpini sfruttando le sue capacità di fabbro anche in quel contesto. Ora produce: ringhiere, cancellate, inferriate, recinzioni, maniglie, serrature e cerniere su modelli vecchi per case antiche restaurate. La clientela è inevitabilmente benestante. Non ripete mai un modello identico, introduce sempre delle modifiche per realizzare pezzi unici. La clientela proviene dalla provincia di Belluno. Ha avuto anche esperienze di restauro che richiedono però molta pazienza, essendo il ferro antico molto fragile. Nel 1984\85 ha fatto degli interventi di recupero delle ringhiere del palazzo "delle Contesse" di Mel. In passato ha avuto degli apprendisti, ma ora non può più tenerne perchè dovrebbe mettere a norma l'officina. Nel 1981 si è messo in proprio. L'attività ha cominciato a ingranare nel 1983 grazie a un architetto che gli ha commissionato molti lavori. La prima fase prevede sempre il disegno del prodotto da realizzare. Si sente autodidatta in parte perchè nell'officina di Corriani molte cose non gliele insegnavano. Sapevano che si sarebbe messo in proprio e temevano la concorrenza. Ha contatti con altri fabbri. Per esempio con Maurizio Brancaleone si passano alcuni lavori. La sua giornata lavorativa dura circa 8\9 ore dalle 7 alle 17 con pausa per il pranzo. Il sabato e la domenica lavora solo in caso di urgenze. In 30 anni di attività ha notato che il ferro ora è un po' più duro, più difficile da piegare rispetto al passato.