Bene etnoantropologico immateriale
Descrizione
Visione dei disegni preparatori, per oggetti da realizzare in ferro, eseguiti dal nonno Carlo De Biasio. Si tratta probabilmente di saggi risalenti al periodo della scuola d'arte a Ortisei negli anni '20. I progetti sono considerati molto belli e interessanti, ma non avrebbero mercato perchè richiedono troppo lavoro. Tutto dovrebbe essere fatto a mano, senza possibilità di stampare delle parti. Loro usano molto la saldatura a ossigeno, sarebbe impossibile evitarla per i lavori che eseguono. Dal loro punto di vista chi invece realizza cancelli, inferiate, oggetti di dimensioni notevoli può farne a meno. La saldatura a forgia viene definita molto più lenta e complicata. Visione del disegno di una croce per cimitero. La croce la conservano in soffitta. L'hanno recuperata mentre la stavano buttando nel corso di lavri di rinnovamento del cimitero. Il nonno Carlo, oltre a essere fabbro, ha realizzato anche dei violini, sembra ricevendo il diploma di maestro liutaio dalla scuola di Cremona. Ha progettato anche una valvola di sicurezza per camere d'aria delle biciclette. Ma la Michelin l'ha rifiutata perchè troppo costosa da mettere in produzione. Ha scritto anche una storia che narra le vicende di un drago nascosto nella gola dei Serrai e di una bambina. Fuori dal negozio, appeso alla parete, si trova una riproduzione del drago in questione realizzato in ferro. Visione del mobile che in passato serviva da espositore per i pochi oggetti in vendita. Nel '63/'64 circa hanno aperto il negozio. All'epoca ci lavoravano delle zie, ma non andavano d'accordo. Generalmente erano i negozianti che venivano a ordinare i pezzi. Ma nei momenti di crisi, il padre partiva con un cassone sopra la macchina a proporre le sue produzioni in giro per la provincia. Visita del negozio e visione del gallo forcello realizzato da Carlo e Davide De Biasio in circa 3 settimane di lavoro. Sono partiti dal modello di un esemplare imbalsamato che poi hanno riprodotto con il disegno per studiare le proporzioni. Le piume sono tagliate a freddo sulla lamiera, poi battute con lo scalpello, limate e saldate. Anche il becco e gli occhi sono realizzati singolarmente e poi saldati in un secondo momento. Visione di un Don Chisciotte, reinterpretato in termini fantasiosi, realizzato da Carlo. In questo caso la lavorazione è descritta come più semplice perchè essendo un modello di fantasia non doveva rispettare delle misure e proporzioni precise. Anche delle sbavature rientravano nell'opera senza stonare. Visione del violino realizzato dal nonno. Uno scarponcino (15 cm circa di lunghezza), prodotto interamente a mano da loro, in una giornata di lavoro, costa 180 Euro. Ora in negozio lavorano come commesse la madre, la fidanzata di Davide e un'altra ragazza. Visione di altre sculture in Ferro (riproducenti animali realio di fantasia) di loro produzione esposte fuori del negozio.