Bene etnoantropologico immateriale

Descrizione

Antonio Pauletto, e uno dei suoi figli, hanno frequentato un corso di restauro del ferro. Lui l'ha fatto per avere un attestato che garantisca la sua professionalità. L'informazione sul corso l'ha avuta tramite l'Associazione Artigiani a cui è iscritto. Il lavoro del fabbro non è cambiato, si basa ancora sulla forgia, sul maglio, su scaldare e battere il ferro. Per il ferro battuto non servono attrezzature moderne. Ha avuto anche esperienza con il maglio messo in movimento da una turbina ad acqua. Il lavoro con il maglio ad acqua è uguale anche se bisogna fare manutenzione alle pale e controllare il corso d'acqua. Attualmente il suo orario di lavoro è di circa 8/9, anche 10 ore al giorno, dipende. In Svizzera l'orario minimo erano 9,30 ore e in più gli straordinari che erano molto apprezzati dal proprietario dell'officina. La giornata lavorativa iniziava alle 7, pausa pranzo alle 12 e ripresa alle 13 fino alle 17,30. Il sabato si lavorava normalmente. Ora essendo in proprio si organizza molto liberamente. Può capitare di lavorare anche la domenica se ci sono delle consegne urgenti. Un buon intervento di restauro deve far distinguere la parte integrata nuova dal pezzo originale. Anche se lavorava il ferro da anni, considera molto utile il corso di restauro frequentato. I figli hanno imparato il mestiere guardandolo lavorare, chiedendo e facendo esperienza anche presso altre aziende. Lui non si considera un buon insegnante. Mostra una serratura antica che usa come modello per riproduzioni che poi lui invecchia con utilizzo di acidi. C'è richiesta di questa tipologia di serratura a molla per le case vecchie ristrutturate. Mostra dei portalettere di ferro zincati e verniciati. I lavori ben rifiniti si vedono dai dettagli che solo gli intenditori sanno apprezzare. Su una inferriata mostra dei fori passanti con saldature che non si vedono, delle #cravatte# anelli che rifiniscono le sbarre ritorte. Realizza anche oggetti in rame che è un metallo più duttile e facile da lavorare. Per fare attrezzi agricoli, come la forbice per tosare, si usava dell'acciaio di recupero, per esempio il semi asse di una automobile. Mostra alcuni lavori di fantasia: con dei chiodi vecchi tagliati longitudinalmente ha realizzato dei crocifissi, una stella alpina ricavata da un tondino sagomato senza saldature, un grappolo d'uva, la penna degli alpini, una calla e una margherita, campanelle per pecore.

Dettagli

Denominazione

storia di lavoro / attività fabbrile di Antonio Pauletto e figli

Altra occasione

intervista

Verbale

Voce/i femminile/i 1 Voce/i maschile/i 1 Modalità esecutiva alternanza vocale

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